E’ contagiosa come un virus e si trasmette altrettanto velocemente: e’ l’infodemia. Come è cambiata l’informazione?

Siamo stati affetti, con la stessa virulenza della pandemia, da un altro fenomeno capillare e altrettanto invasivo, l’infodemia ovvero la diffusione di una quantità di informazioni enorme, provenienti da fonti diverse e dal fondamento spesso non verificabile. Al pari del virus, le notizie ci colpiscono velocemente e da canali diversi, con la conseguenza che, il contagio mediatico genera confusione perché siamo impegnati a districarci su quale sia la news più attendibile.

È così che il coronavirus ha reso plastico il giornalismo nel senso che ha reso necessario uscire dal pressapochismo per contrastare la proliferazione di notizie e informazioni che spesso deformano la realtà per tutelarci dal bombardamento mediatico.

Nel campo dell’approfondimento, abbiamo registrato un incremento di programmi con protagonisti fonti autorevoli di enti del SSN, del terzo settore e del mondo della scienza. Una rincorsa alla fonte delle fonti, per usare un gioco di parole!” .

Abbiamo chiesto alla giornalista Francesca Scognamiglio https://it-it.facebook.com/francescascognamigliogiornalista/?fref=mentions quale è il ruolo dell’informazione in questo momento.

Francesca Scognamiglio

“Il giornalismo fatto da professionisti é un punto di riferimento per l’opinione pubblica e si configura come un baluardo di verità contro un proliferare di fake news che girano sul web, soprattutto in questo periodo e che creano spesso allarmismo –ha sottolineato Francesca Scognamiglio – Giornalista professionista – Un grazie va a tante donne e tanti uomini, della nostra bellissima categoria professionale, che non solo sono “in trincea” per aggiornarci in tempo reale sulla situazione sanitaria mondiale ma contribuiscono poi a rendere più comprensibile a tutti il linguaggio, talvolta tecnico, dei medici. Accanto a quanto specificato sopra – prosegue la giornalista e docente Accademia belle Arti di Napoli –  ci sono poi le “soft news”, ed è bello leggere pezzi che parlano di vip che vengono colti nella loro quotidianità a casa. Si tratta di un altro aspetto molto importante della comunicazione che trova spazio nelle pagine dei giornali o nei palinsesti tv e che il pubblico cerca, soprattutto in questo momento storico per regalarsi qualche parentesi di buonumore”.

E alla tv generalista cosa chiedono gli italiani? Chiedono ancora una volta intrattenimento di qualità.

Laddove sentiamo la necessità di accantonare l’approfondimento insomma , ci aspettiamo che il contenitore televisivo sia coinvolgente e ci aiuti a mantenere alto l’umore. Non è un caso che, le fiction di maggior successo e i programmi più seguiti, hanno i natali al Sud: pensiamo all’”Amica Geniale, Un Posto al Sole” che per la prima volta deve stoppare la produzione dopo 24 anni!, o “Made in Sud” .; la spiegazione forse sta nel fatto che, da lì,  proviene una generosità di empatia che ci aiuta a non perdere di vista serenità e buonumore.

Come ufficio stampa del programma comico Made in Sud – conclude Francesca Scognamiglio – posso confermare che c ‘è tanta attenzione nei confronti dei comici e sui canali social del format, il pubblico attende un ritorno in tv della trasmissione e intanto ci segue via web”. 

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