Posso offrirle un caffè?

Il caffè è uno stile di vita, un momento di piacere una pausa dalla realtà. È un rituale quotidiano irrinunciabile, un ambasciatore del Made in Italy legato alla cultura, alle tradizioni e alle abitudini degli italiani, una vera e propria istituzione.

In questo momento più che mai il caffè, simbolo della socialità e della condivisione, tramite i social diventa lo strumento per confrontarsi, ascoltare e rafforzare le relazioni. Il MuMac, il Museo del Caffè nato in occasione del centenario di Cimbali , marchio storico del Made in Italy, ha risposto all’appello #laculturanonsiferma con una serie di iniziative social attraverso http://www.mumac.it, i canali social Facebook @mumacespresso e Instagram @mumacmuseo. Tra queste, Pausa Caffè di Museo City, podcast dedicato al mondo dei musei che anche a porte chiuse hanno molto da raccontare, #distantimauniticonMuMac ogni martedì alle ore 15.00 con contenuti inediti dal museo, BE OUR SOCIAL GUEST interviste flash per scoprire il volto e i pensieri di ospiti speciali per raccontare cosa rappresenta per loro il caffè in questo particolare momento.

MuMac

Il museo, è anche un ricco contenitore di materiale, supporti multimediali, documenti d’archivio, tanto che al suo interno è stata inaugurata una delle più ricche biblioteche al mondo dedicata a testi sul caffè. E poi c’è l’Academy, luogo preposto alla diffusione della cultura del caffè, alla formazione e alla ricerca.

La socialità, va da se’, ha risentito molto delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria e ancora molti italiani, dopo gli sprazzi di libertà riacquisita, stridono al pensiero di dover sacrificare anche un piacere come quello di gustare una buona tazza di caffè, ma stanno piano piano adeguandosi.Mediamente servono cinque sorsi di beatitudine (quando è buono) per un concentrato di aroma che persiste a lungo risvegliando i sensi per iniziare la giornata nel modo giusto o cambiare il risvolto dell’andamento delle cose.

Luigi Morello Presidente Istituto Espresso Italiano

Eppure neppure il virus riesce ad alterare significativamente l’immagine assolutamente positiva che gli italiani hanno del bar. Per il 25% degli intervistati, come riportato dall’ @Ansa su indagine commissionata dall’Istituto Espresso Italiano (Iei) all’agenzia YouGov) , il caffe’ rimane l’occasione per passare tempo con gli amici e i colleghi (prima della crisi erano il 33%) e per un altro 25% un momento di pace e relax (stessa percentuale di prima dell’emergenza). Italiani tra l’altro disposti a pagare un prezzo maggiore per il caffè al bar: il 72% si dichiara pronto a farlo in presenza di una maggiore sicurezza del luogo di consumo, il 68% in presenza di una qualità migliore. Al primo posto tra gli accorgimenti più apprezzati l’igienizzazione continua dei tavoli (42%) e la pulizia di stoviglie con prodotti particolari (29%). “I dati emersi confermano che il lavoro che stiamo svolgendo è nella direzione corretta in quanto le linee guida indicate al governo da parte nostra puntano al bere caffè di qualità in sicurezza – commenta Luigi Morello, presidente dell’Istituto Espresso Italiano – Molto positiva la volontà degli italiani di premiare con un prezzo maggiore i baristi che investiranno in qualità migliore e applicheranno con zelo le norme di sicurezza.”

Massimo Cerulo

Il Consorzio di Tutela del Caffè Espresso Italiano Tradizionale si è affidato all’analisi di Massimo CeruloProfessore di Sociologia all’Università di Perugia e alla Université Paris V Descartes, autore del libro “La Danza dei caffè”. Il sociologo rivela come il caffè ricopra una funzione fondamentale di facilitatore di rapporti sociali: “I bar e il rito del caffè espresso che al loro interno si consuma, hanno un ruolo fondamentale, mettono in relazione due o più persone, anche di ruoli, classi, ceti e provenienze molto differenti tra loro favorendo la pratica dei comportamenti sociali e della generosità, tant’è che uno dei gesti quotidiani più diffusi è infatti quello di offrire un caffè a qualcuno”. Una pratica che, in emergenza covid ha fatto da moltiplicatore a spesa sospesa e beni di prima necessita. Per tutto questo è evidente come proprio i bar siano importantissimi per lo sviluppo della nostra struttura sociale, dei luoghi dove assaporare un ritorno alla normalità.

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