Mascherine gratis trasparenti per i sordi. Difficile non vuol dire impossibile!

“Si misura la solidità di un ponte anche dal pilastro più piccolo” con questa chiusa, il 12 maggio l’onorevole Giusy Versace ha presentato e ottenuto parere favorevole (come lei stessa ne ha gioito sui social!) l’O.d.G alla Camera per la distribuzione gratuita ai sordi di mascherine trasparenti, raccogliendo l’appello dell’Ente Nazionale Sordi affinché si dia la possibilità, anche alle persone con problemi di udito, di proteggersi e di leggere il labiale dell’interlocutore, tenendo conto che non tutti conoscono la lingua dei segni.

Intervento On. Versace

L’Istat ricorda che in Italia sono 800.000 le persone con deficit uditivo e ogni anno 2000 bambini nascono con questa carenza.

È stata una 21enne americana Ashley Lawrence a stimolare la creatività delle aziende statunitensi che già da un mese e mezzo producono questi supporti di protezione affinché nessuno sia lasciato solo. In Italia alcune realtà della moda etica che hanno già aderito alla proposta. Da una richiesta di una signora sordomuta del Veneziano, la cooperativa Filò, attraverso la decisione del Presidente Massimo Rezza, ha riconvertito il laboratorio in sartoria per produrre le mascherine per sordi e ipoudenti, nel tentativo di fornire una risposta al problema, cominciando a distribuirle gratuitamente a Venezia. Viste le tantissime richieste, oggi la cooperativa da anni impegnata nel campo della moda etica e in progetti di reinserimento sociale di ragazzi e ragazze, produce circa duemila mascherine a settimana in otto atelier e le spedisce attraverso le Poste.

Analoga situazione a Taranto, dove Carla Luccarelli, presidente dell’associazione di beneficenza Giorgioforever, ha deciso di dare inizio alla produzione di mascherine con la plastica al centro dopo aver confezionato, sempre a titolo gratuito, mascherine di tessuto insieme ad altre socie.

Dall’Ente Nazionale Sordi https://www.ens.it/, però, arriva un monito: non si pensi che le mascherine servono solo per le persone sorde o ipoudenti, dovrebbero essere indossate da chiunque lavori a contatto con il pubblico, per agevolare la comunicazione e la comprensione tra tutti e tutte. Nella vita quotidiana la maggior parte delle persone udenti infatti non conosce le persone sorde, non ne hanno esperienza, non sanno come riconoscere la sordità, quali strategie di comunicazione adottare, come comportarsi.

L’ ENS sta seguendo attentamente alcune proposte di realizzazione di mascherine trasparenti circolate in questi giorni ma è fondamentale che le stesse arrivino ad ottenere certificazione ed omologazione da parte delle strutture competenti, altrimenti si rischia di vanificare gli sforzi. Questo tema è stato da subito posto all’attenzione del Ministero della Salute e della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Nel frattempo l’Ente Nazionale Sordi Onlus, ha anche avviato una iniziativa per aiutare i pazienti sordi ricoverati a comunicare con il personale medico e con i propri familiari in collaborazione con TIM, che ha distribuito circa 1.000 device (tablet e cellulari), in circa 75 enti ospedalieri in 11 regioni del Paese(Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia e Veneto) nell’ambito del proprio progetto “Operazione Risorgimento Digitale”, la cui mission è accelerare il processo di digitalizzazione del Paese anche attraverso attività a carattere sociale e a favore di chi ha bisogno.

Nella grande distribuzione organizzata, Carrefour da diversi anni, ha avviato un percorso di sensibilizzazione sulla sordità al proprio interno, grazie alla collaborazione con la Sezione Provinciale ENS di Torino. Con il progetto “Spesa al telefono – Carrefour te la porta a casa” https://www.carrefour.it/landing/2020/servizio-spesa-telefonica/l’azienda si mette a servizio delle comunità per rendere maggiormente sostenibile questo difficile momento nelle principali città di tutt’Italia. Contattando i numeri telefonici appositamente dedicati, gli over 60, le persone con disabilità, le donne incinta, hanno la possibilità di ordinare telefonicamente la propria spesa e poterla ricevere in breve tempo direttamente a casa.

Infine la cultura..non si ferma, lo abbiamo letto in tantissime occasioni. Chiuso al pubblico in ottemperanza delle disposizioni ministeriali, anche il Museo Tattile Statale Omero di Ancona, aderisce alla campagna del Mibact, attraverso una proposta giornaliera di appuntamenti e rubriche sui canali social Twitter Facebook Instagram Youtube Spotifye articolate in narrazioni della collezione, attività per bambini, musica e video proposte di laboratorio per bambini.

http://www.museoomero.it/

Ogni mercoledì, ad esempio, su proposta del dipartimento di educazione, il Museo Tattile va in scena La libreria dei piccoli , video letture in cui vengono approfonditi temi legati ai i sensi, le mani, il fare arte. Una bellissima opportunità di inclusione che abbraccia tutte le sfere della quotidianità affinché nessuno sia lasciato solo, perché come ha sottolineato con un discorso stentoreo l’Onorevole Giusy Versace, difficile non vuol dire impossibile, vuol dire solo difficile .

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