Oppure fare. Trovando il modo

Una copertina d’autore, bellissima aggiungerei, firmata Carlo Stanga e contenuti che fanno da moltiplicatore all’editoriale che apre il numero di maggio 2020 , sono queste alcune delle peculiarità che rendono unico questo numero di Millionaire. Uscito in concomitanza con la ripartenza dell’Italia verso una nuova normalità, descritta attraverso le illustrazioni nemmeno tanto surreali di Stanga, questa edizione celebra i 30 anni di attività del mensile di business più letto e lo fa parlando delle tantissime realtà italiane che, come Virgilio Degiovanni argomenta a partire dalla propria esperienza nell’editoriale, hanno saputo fare lo switch nella propria testa dando ampio spazio e credibilità ad attitudini quali fiducia, forza interiore focalizzando l’attenzione sulla capacità di guardare l’altro lato.

Questo cambio di prospettiva, distogliere l’attenzione da ciò che non abbiamo più per fare senza ma, fare, è di per se’ un messaggio. Di procedure, corsi, webinar, siamo stati inondati senza quasi avere tempo di pensare, con una diversificazione di contenuti messi a disposizione dei tanti professionisti che in qualche modo hanno voluto dare il proprio contributo per la costruzione di questa tanto desiderata ripartenza che, sappiamo tutti, si trascinerà con gli effetti del Covid per molti anni.

“Nella testa della gente accadono le cose” questa chiusa dell’editore Degiovanni, almeno per me, vale tanto quanto gli attestati di partecipazione degli approfondimenti che ciascuno sta seguendo per tornare più preparati che mai al mondo del lavoro. Credo che la fiducia in sè stessi, nelle proprie capacità sia il primo mattone di qualsiasi nuova strada da costruire che si arricchirà e diventerà un crocevia grazie alle persone che si aggiungeranno lungo il percorso. Ma se quel primo mattone non siamo noi a deporlo con una visione prospettica nessuno si fermerà a criticare, costruire, osservare. Per cui oltre che dai grandi , impariamo anche dai piccoli che, senza pensarci troppo hanno capito che anche attraverso lo schermo piccolo di un telefonino ( senza entrare nel merito di aspetti di cui si dovrebbe parlare per giorni) la scuola poteva ripartire, per apprendere , per condividere, per restare in contatto con i propri amici che magari saranno i colleghi del futuro. I piccoli sono già predisposti al cambiamento, sanno adattarsi e trovare aspetti positivi anche in una situazione surreale. Nessuno di noi, ognuno nel proprio vissuto, avrebbe mai scommesso sulle proprie capacità di far fronte ad una situazione come questa eppure nessuno ha smesso di assecondare il bisogno di DOVERCELA FARE.

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