Non chiamateli senior, i grey parents sono sempre più social e digital friendly

Senior, nuovi active-agers, spiccano sempre di più per atteggiamenti di esplorazione, di volontà di fare, di socializzare e di mantenersi aggiornati soprattutto in relazione alla digitalizzazione e nel periodo di Pandemia appena trascorso. I grey parents rappresentano un segmento dove è corretto affermare che la variabile età diventa l’ultima delle caratteristiche che aiutano a definire il profilo spiccano le attitudini rispetto alle nuove opportunità di relazione e connessione tra le persone, anche anziane.

Fonte Indagine Istat

La recente indagine Istat “Le giornate in casa durante il Lockdown” che fotografa e contestualizza le abitudini acquisite o consolidate ( in base ai campi di indagine) , certifica che tra le attività di tempo libero, quella che ha coinvolto il maggior numero di cittadini riguarda l’uso dei mezzi e dispositivi (93,6%) che, nella fase 1, sono stati un indispensabile canale di aggiornamento sull’evoluzione della situazione oltre che di intrattenimento. La TV, vista dal 92% dei cittadini, si conferma la compagna di viaggio soprattutto nei momenti più difficili e per le categorie più vulnerabili: i livelli i più elevati si sono osservati tra la popolazione anziana di 65 anni e più che, nella quasi totalità dei casi, ha fruito di questo mezzo di comunicazione (96,2% dei casi).

Fonte Istat

L’altra attività di tempo libero più praticata sono stati i contatti sociali, tramite i canali consentiti: il 62,9% ha sentito telefonicamente o tramite videochiamate i propri parenti. La cura dei rapporti sociali, fa registrare un diffuso incremento del tempo dedicato: il 63,5% di chi ha sentito amici vi ha dedicato più tempo del solito.

Fonte LeoVegas

La ricerca ” Senior e nuove tecnologie: l’amore che non ti aspetti, condotta da LeoVegas, società svedese di giochi online, conferma l’appeal tra la tecnologia e i senior. Secondo i risultati emerge che sono in aumento gli over 60 che usano App, social e videogiochi. Le attività svolte su computer e smartphone, inoltre, avrebbero un effetto positivo sul cervello in termini di «ginnastica mentale» contro il decadimento senile.

Fonte LeoVegas

Si è scoperto che il 75% consulta app e siti, soprattutto tra le 8 e le 20, e gli italiani in questo risultano al primo posto al mondo con il 76%, seguiti da australiani e tedeschi (71%), francesi (68%) e americani (67%). Ma per cosa si usa lo smartphone?

Il 42% del campione usa le nuove tecnologie per informarsi (anche se il 96% preferisce ancora la televisione), ma l’uso principale è legato alla voglia di rimanere in contatto, soprattutto tramite social, in particolare WhatsApp, seguito da Facebook e Skype.

I “senior” non disdegnano neppure YouTube o le piattaforme internet di canali tv come RaiPlay (per vedere il Festival di Sanremo), MediasetPlay e Sky Go.

Dalla ricerca emerge che il 93% degli italiani over 60 possiede uno smartphone, ossia la quasi totalità. Il 75% si connette alla rete tutti i giorni con costanza, mentre per quasi 8 “senior” su 10 la tecnologia semplifica la vita. Nell’83% dei casi i nuovi dispositivi e internet consentono attività che prima non si riuscivano a fare, mentre circa un terzo (35%) pensa che possano migliorare anche la salute. Anche i giochi online hanno un loro appeal tra gli over 50, che nel 55% dei casi giocano ai videogames, in media 5 ore alla settimana. A sorpresa si scopre anche che a giocare sono soprattutto le donne (49% contro il 40% degli uomini).

Si utilizzano soprattutto gli smartphone (73%) rispetto al computer (47%). «Non esistono prove documentali consistenti, ma considerando i meccanismi di attivazione cognitiva che avvengono ad esempio con l’enigmistica o i giochi di società, di cui è provata una certa efficacia, è verosimile che anche nella versione online possano portare benefici al cervello: possono essere strumenti per mantenere l’integrità delle funzioni cognitive» spiega Raffaele Antonelli Incalzi, presidente della società italiana di Gerontologia e Geriatria e professore ordinario di Geriatria presso l’Università Campus Biomedico di Roma. «Due ore al giorno sono sufficienti, ma piuttosto di un’unica sessione, sarebbe meglio suddividere questo tempo in due sessioni da un’ora ciascuna o quattro da mezz’ora, in modo da non affaticare troppo il cervello» spiega il geriatra. «Le attività sullo smartphone o su computer possono anche essere intervallate dalla lettura, seguita anche dal riassunto orale di quanto letto, per cristallizzare le informazioni; dal calcolo matematico a mente, dall’ascolto della musica che stimola la connettività tra i neuroni, o di programmi tv e radio che inducano a ragionamenti deduttivi e logici. Da non trascurare neppure l’attività fisica, che potenzia la capacità cognitiva: facendo esercizi e movimenti si producono sostanze che agiscono su sistema nervoso centrale e mantengono il cervello più giovane» conclude il presidente della SIGG.


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