Un buon non compleanno Alice in Wonderland

Il primo sabato di luglio di ogni anno viene festeggiato l'”Alice’s day”. La giornata, promossa anche dal museo di storia di Oxford, vuole ricordare la prima volta che Carroll parlò dell’idea del libro, il 4 luglio 1862: con diverse manifestazioni, dalle parate ai banchetti in costume, tutta l’Inghilterra celebra il capolavoro. Il viaggio onirico che ha intrappolato adulti e bambini nelle storie di Alice ha compiuto 155 anni. Carroll sviluppò l’idea durante una gita in barca nei pressi di Oxford, in Gran Bretagna, con tre bambine: Lorina, Edith e Alice. Fu proprio quest’ultima a ispirare l’autore: ribelle, poco incline all’etichetta 800entesca , il libro racconta la storia di Alice che si addormenta e sogna di seguire un coniglio bianco in un mondo fantastico, che contraddice le leggi fisiche di quello reale, pieno di personaggi incredibili e paradossali: il mondo, appunto, delle meraviglie.

Sono state pubblicate oltre 7.600 diverse edizioni del libro in almeno 174 lingue. La prima traduzione è stata fatta in Germania nel 1869. Secondo l’agenzia di traduzione 7Brands, ‘Alice in the Wonderland’ è al quarto posto della classifica dei libri più tradotti al mondo. Per il 150° anniversario sono state redatte nuove versioni: da quella in scouse, dialetto di Liverpool, a quella in Esperanto, in kazako, in rima nel dialetto di Londra, e in geroglifici ad opera di due docenti di Yale. C’è anche la versione in emoticon (ne sono servite ben 26mila).  Bellissima la versione popup de L’ippocampo , magnificamente animata da Minalima, è un’edizione ricca, affascinante e accurata; le trovate impensabili e surreali che Carroll raccolse tra le righe dei suoi due romanzi prendono letteralmente vita nelle soluzioni dei due artisti inglesi, le animazioni prendono proprio vita dalle parole assurde rendendole visivamente possibili.

Circa 1.200 disegnatori hanno illustrato il libro, tra questi il “primo”, John Tenniel e Salvador Dalì.

Illustrazioni di Salvador Dalì per Alice in Wonderland

Nel 1871 Carroll scrisse anche un secondo capitolo delle avventure di Alice: “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò“: la protagonista, mente guarda uno specchio, scopre di poterci entrare e inizia così una nuova avventura. Nel 1928 Alice Liddell ha venduto il manoscritto poi aggiudicato all’asta per 15.400 sterline, una cifra altissima per l’epoca. Il libro è stato censurato in Cina nel 1931 perchè, secondo la Commissione Censura, attribuire intelligenza umana agli animali equivaleva a denigrare l’uomo. Il libro divenne un successo tale che la Royal Mail ha creato una serie di francobolli ispirati alle scene più bizzarre e ai personaggi più curiosi del romanzo. Secondo gli pscicologi tutti i personaggi del libro presentano dei tratti pscicopatologici: la stessa Alice è alla ricerca di una fuga dalle imposizioni della società, si interroga più volte sulla sua persona e si ritrova spesso a fare conversazioni senza senso. Il Brucaliffo e lo Stregatto, invece, rappresenterebbero le figure genitoriali della bambina, infatti le loro risposte cercano di imporsi sulla protagonista. Si scoprì che, Lewis Carroll soffriva di una rara malattia neurologica che provoca allucinazioni e altera le dimensioni reali degli oggetti, come accade a Alice. La patologia, scoperta dallo psichiatra inglese Todd  nel 1955, è stata chiamata Sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie o di Todd.

Del libro sono stati realizzati vari adattamenti per la tv e il cinema cui hanno partecipato attori famosi, come Peter Sellers, Re di Cuori in una versione BBC del 1966, Michael Crawford-Bianconiglio, Dudley Moore-Ghiro. Telly Savalas e Whoopi Goldberg hanno interpretato lo Stregatto e Ringo Starr la Finta Tartaruga mentre Ben Kingsley è stato il Brucaliffo. Nel film di Tim Burton Johnny Depp è il Cappellaio Matto, Helena Bonham Carter la Regina Rossa e Anne Hathaway la Regina Bianca. La versione Disney è del 1951.

L’immagine di copertina è della fotografa Valeria Trasatti tratto dal lavoro “La fame di Alice” realizzato in occasione di Expò Milano 2015 in cui il cibo viene ritratto, interpretato ed enfatizzato in un viaggio fantastico e onirico.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...