Casa dolce casa. Tra Covid e design, ipotesi di futuro con l’Università Europea del Design di Pescara

L’abbiamo vissuta, è diventata il nostro ufficio, ci ha protetto o fatto sentire oppressi, l’abbiamo abbellita riscoprendoci arredatori green per balconi, terrazzi e davanzali. La casa e’ divenuta amplificazione di noi stessi e ha testimoniato la voglia inconscia di reagire ad una situazione imposta. Gli italiani durante il lockdown hanno modificato abitudini, spazi e modi di vivere la casa, sentendo lo spazio domestico come una protezione dall’incapacità di comprendere una situazione più grande.  L’amplificazione del confort di viverla a pieno, ha riempito e caratterizzato le giornate durante la pandemia di tutti gli italiani e non solo.

fonte unsplash

Balconi, terrazzi e per i più fortunati anche giardini ed orti sono stati un vero antistress durante questo periodo così duro. Secondo i dati GfK Sinottica diffusi da Ansa, la maggior parte degli italiani gode almeno di uno spazio esterno “casalingo”: il 74% ha almeno un balcone e quasi uno su due (47%) ha un terrazzo. Ancora più fortunato quel 42% della popolazione italiana che vive in una casa con giardino. In questi spazi all’aperto si esprime la voglia degli italiani di stare a contatto con il verde. Infatti, uno dei trend in crescita negli ultimi anni è quello della cura delle piante: secondo i dati GfK Sinottica il 39% degli italiani dedica tempo al giardinaggio. Un dato in crescita del +3% rispetto al 2012 sul totale popolazione e di ben il +13% tra i Baby Boomer.

Sempre secondo l’indagine, il 58% degli italiani desidera una casa dove gli oggetti e gli arredi raccontino la propria personalità. Questa ambizione è particolarmente forte tra Millennial e Generazione X. Il 29% invita spesso gli amici a mangiare a casa propria (un’abitudine consolidata soprattutto tra i Millennial) e oltre la metà (55%) dichiara di dedicare molto tempo alla cucina. Anche questo è un trend in crescita: +5% rispetto al 2012.

“Smart working, urban garden e confort: la casa affronta nuove sfide nella redistribuzione e progettazione degli spazi. Come evolverà la dimensione domestica?”

Arch. Angelo Bucci

A fare chiarezza, l’architetto Angelo Bucci Responsabile del Dipartimento di Interior Design dell’Università Europea del Design di Pescara – “I dati citati dimostrano la necessità di avere un accesso all’esterno delle mura domestiche, una sorta di via di fuga capace di distanziarci dai pensieri. Si sta sviluppando un sempre maggiore interesse verso il Garden Design che interessa giardini, balconi e terrazzi. Nasce anche la necessità per le città di avere più aree verdi, a disposizione dei cittadini. Questa necessità farà sì che le città stesse inizieranno a strutturare degli spazi a metà tra pubblico e privato che siano fruibili tutto il giorno, tutti i giorni. Inoltre mi sembra importante segnalare che, viste le dimensioni minute degli appartamenti in cui molte persone vivono, è necessario ripensare gli spazi attraverso un approccio alla trasformabilità degli stessi. Lo spazio non avrà più un’unica funzione ma si trasformerà a seconda delle nostre esigenze. Anche questo fa parte del tema della personalizzazione degli ambienti. Finalmente ci si riappropria degli spazi esprimendo la propria personalità e le proprie esigenze, senza sottostare a tendenze tout court ma prendendo spunto da queste e rielaborandole a seconda delle proprie, personali, visioni e necessità.”

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