FAI Giovani e Arquata Potest: in marcia verso l’Anello di Trisungo tra i tesori del territorio

Non è solo il sisma a dover identificare i luoghi feriti del centro Italia, ma le bellezze, la natura e la voglia di vivere il territorio con occhi diversi. I gruppi FAI giovani di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto invitano turisti, ragazzi e ragazze (ma non solo) del Piceno a trascorrere una giornata sulle nostre montagne custodi di tesori tutti da scoprire. L’appuntamento è per domenica 9 agosto alle 8.30 a Trisungo di Arquata del Tronto per percorrere l’Anello di Trisungo insieme all’associazione “Arquata Potest”. La giornata si concluderà poi con un pranzo presso il ristorante “Il Ponticello” di Trisungo. Il costo, comprensivo del pranzo, è di 25 € per gli iscritti al FAI e di 30 € per i non iscritti. Verranno rispettati i protocolli di sicurezza previsti dal FAI per la prevenzione del contagio da Covid-19. Per tale motivo la prenotazione, fino a esaurimento posti, è obbligatoria, chiamando il numero 3385362302 o inviando una mail a sanbenedettodeltronto@faigiovani.fondoambiente.it.

L’itinerario dell’Anello di Trisungo, recuperato da “Arquata Potest” nel dicembre 2018, parte appunto dalla frazione di Arquata situata lungo la Salaria, per poi salire verso Faete, seguendo un antico sentiero di collegamento; successivamente raggiunge la chiesa della Madonna della Neve, entrando poi in un bosco, lungo il Fosso del Cioppeto, caratterizzato dalla presenza di castagneti, per poi tornare nuovamente a Trisungo. La distanza dell’itinerario è di 4,8 km, con un dislivello di 283 m. Si tratta di una passeggiata di media montagna, adatta a tutti: può essere percorsa da escursionisti di qualsiasi età, dai più esperti a quelli alle prime armi.

foto associazione arquata potest

L’associazione “Arquata Potest” già da alcuni anni (prima del sisma del 2016) sta portando avanti l’azione di recupero degli antichi sentieri di Arquata del Tronto, l’unico comune d’Europa che comprende al suo interno due Parchi Nazionali: quello dei Monti Sibillini e quello del Gran Sasso – Monti della Laga. Questi percorsi sono stati per secoli le uniche vie di comunicazione tra le frazioni di Arquata. Per tale motivo lungo i tracciati sono tuttora visibili splendidi selciati e muretti a secco, dichiarati dall’Unesco nel 2018 “Patrimonio dell’Umanità”. Alcuni di questi percorsi, inoltre, permettono di scoprire autentici gioielli architettonici nascosti nella quiete di castagneti secolari, testimonianze della ricchezza culturale e spirituale dell’entroterra piceno.

«In Arquata Potest», dice Ilario Di Luca, portavoce del gruppo FAI giovani San Benedetto del Tronto, «abbiamo riconosciuto la medesima visione sul nostro patrimonio culturale e naturale. Siamo convinti che ci sia bisogno di fare sistema tra chi ha a cuore il nostro territorio, senza alcun campanilismo, come dimostra il nostro sodalizio con il gruppo giovani di Ascoli Piceno. Non vogliamo porci come un gruppo elitario e chiuso, ma vogliamo stare in mezzo alla gente: è con questo spirito che abbiamo pensato a un itinerario adatto a tutti».

«Siamo felici che una realtà come il FAI, con i gruppi FAI giovani di Ascoli e San Benedetto, abbia deciso di organizzare una giornata alla (ri)scoperta di questi luoghi e del nostro progetto #camminarquata, volto a riaprire e mettere a sistema gli antichi sentieri di Arquata”, dice Andrea Izzi dell’associazione Arquata Potest. «L’obiettivo della nostra attività di puro volontariato è provare a dare un contributo al rilancio di queste terre ferite, fondandolo sulla valorizzazione di un patrimonio naturalistico ineguagliabile, sul sostegno alle attività economiche – custodi delle eccellenze locali, che con fatica sono riuscite a ripartire -, sul mantenere alta l’attenzione su una ricchezza artistico-culturale che non possiamo permettere vada persa per sempre. Per questo, sapendo di condividere con il FAI e i suoi giovani l’impegno per la bellezza, naturale e culturale, sarà per noi un piacere accompagnare chi si vorrà unire a questa giornata di condivisione alla scoperta della bellezza dei nostri sentieri e della bontà della nostra tradizione culinaria».

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