Onda Osservatorio sostiene” Un sorriso per le mamme” la campagna social contro la depressione perinatale

Anche quest’anno Onda, Osservatorio nazionale per la salute della donna e di genere, rinnova il suo impegno nella lotta alla depressione nel periodo perinatale – comprendente la gravidanza e il post partum – a cui presta particolare attenzione sostenendo la campagna “Un sorriso per le mamme”, nata nel 2010 con l’obiettivo di supportare le donne e le loro famiglie in questo speciale momento della loro vita: una campagna social sui canali di Onda e sulla pagina Facebook dedicata Un sorriso per le mamme, una brochure distribuita negli ospedali milanesi con Bollini Rosa specifica per le neomamme e nuovi contenuti e grafica per il sito di riferimento, www.depressionepostpartum.it,realizzati grazie al patrocinio di Fondazione Cariplo, impegnata nel sostegno e nella promozione di progetti di utilità sociale legati al settore dell’arte e cultura, dell’ambiente, dei servizi alla persona e della ricerca scientifica.

La depressione post partum è un fenomeno più comune di quanto si possa pensare, che si stima arrivi a colpire una percentuale di donne che varia dal 9 al 22%. La difficoltà di avere un dato preciso deriva soprattutto dal fatto che la maggior parte della popolazione femminile ha paura a raccontare ciò che prova. Il 70-80% mostra, già nei primissimi giorni dopo il parto, sintomi lievi e passeggeri di una forma fisiologica di depressione, chiamata baby blues, che possono scomparire spontaneamente dopo 7-10 giorni, ma che possono anche effettivamente sfociare, nel 20% dei casi, in veri e propri episodi depressivi.

“Il periodo della gravidanza e del post partum è un momento delicato nella vita di una donna che deve adattarsi a cambiamenti molto radicali” commenta Francesca Merzagora, Presidente di Onda. È quindi importante riconoscere i segnali di difficoltà e supportare le neomamme in questa fase. Se però i sintomi persistono è bene rivolgersi tempestivamente a uno specialista o a un centro dedicato tra quelli ad esempio, segnalati da Onda sul sito rinnovato www.depressionepostpartum.it.

Con la psicologa Roberta Giusto abbiamo parlato di baby blues
PSICOLOGA ROBERTA GIUSTO

La gravidanza, vista dall’esterno, sembra essere necessariamente un momento felice in cui le donne devono essere più attive e più gioiose e laddove si intravedono dei piccoli sintomi, ad esempio pianti “immotivati”, essi vengono deliberatamente sottovalutati: “è normale, sono gli ormoni”. In realtà parlando quasi sempre di depressione post partum, successiva quindi alla nascita del bambino, si fatica a credere come questa malattia possa insorgere anche durante la gravidanza o agli inizi della stessa.

Ci sono fattori di rischio che chiaramente facilitano la comparsa della depressione e sembrano essere: 1) la familiarità, se cioè in famiglia ci sono già stati casi di depressione; 2) la storia personale di una depressione precedente o la presenza di ansia, disturbi del sonno e scarsa tolleranza al dolore; 3) la carenza di sostegni sociali, vale a dire il supporto o meno di una famiglia e di un ambiente favorevole; 4) anche la personalità di una donna può contenere elementi di rischio con tratti di perfezionismo e di controllo che possono rendere complessa la gestione di una gravidanza vissuta come elemento nuovo da imparare a gestire senza perdere l’equilibrio. Pertanto l’approccio alla depressione puerperale non si deve collocare solo nel periodo post natale altrimenti si rischia di essere tardivo e solo parzialmente efficace sul decorso dei sintomi psichici che si possono verificare durante la maternità. La depressione, nella sua fase più attiva, può alterare la capacità di autogestione della madre (cura di sé, alimentazione), possono essere messi in atto comportamenti rischiosi (abuso di alcool e sostanza o più semplicemente comportamenti fuori controllo) o autodistruttivi nonché la perdita di energie e di volontà che diminuisce l’interesse verso la gravidanza stessa, la quale viene trascurata a discapito di sé stessa e del bambino in grembo. I sintomi di questa condizione generalmente sono: abbattimento dell’umore costante e protratto nel tempo, che provoca pensieri pessimistici, negativi, di preoccupazione generale; disturbo del sonno (dormire poco e male oppure dormire troppo); disturbi dell’appetito (dall’inappetenza all’appetito eccesivo); senso di apatia e fatica a portare avanti qualsiasi attività quotidiana; pensieri negativi sulla capacità di portare avanti la gravidanza. In realtà non è sempre facile capire se si sta vivendo uno stato depressivo, perché alcuni sintomi possono essere sfumati e confusi con manifestazioni fisiologiche della gravidanza. Tuttavia se queste tipologie sono associate a stati d’animo negativi che perdurano per giorni o settimane, la prima cosa da farne è parlare con una figura di riferimento, come il proprio compagno/la propria compagna (il quale/la quale dal suo canto non deve mai sottovalutare una conversazione intrisa di emozioni negative) e successivamente rivolgersi a un medico di fiducia, il quale compresi i sintomi potrà consigliare un colloquio psicologico che miri inizialmente ad una psicoeducazione ossia un intervento che faccia comprendere alla donna e alla sua famiglia, che magari non si rende conto del problema, cosa sta succedendo e come la situazione può essere riequilibrata. – conclude la dottoressa Roberta Giusto – Spesso, già il semplice fatto di parlarne, di capire che si tratta di una condizione comune a molte donne e che non esiste colpa alcuna è di grande aiuto. Scegliere di non chiedere aiuto, di non intraprendere un percorso migliorativo può essere rischioso. Per questo motivo sono sorti in Italia sei centri distribuiti su tutto il territorio nazionale specializzati nel seguire i problemi legati a disturbi dell’umore in gravidanza, in collaborazione con Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna. I servizi esistono e funzionano perché ci sono donne che si affidano, senza remore. Non abbiate paura di volervi tutelare, la vostra persona e il vostro bambino ve ne saranno grati.

Una nuvola nera che circonda la testa offuscando la vista, il corpo sfocato, gli occhi spalancati e smarriti… Così i disegnatori della ForMed Films hanno illustrato la depressione post partum nel video Perinatal Positivity. Realizzato per conto della britannica Foundation for Mother and Child Health e presentato di recente in Italia, in occasione di un convegno dell’Istituto Superiore di Sanità. Il filmato è un invito a neomamme e neopapà che sperimentano sintomi depressivi a chiedere aiuto. A operatori qualificati, però, perché con il sostegno giusto la depressione può essere sconfitta. “Non vergognarti di come ti senti, perché non sei sola. C’è una luce, basta seguirla. Passerà” e la nuvola nera poco a poco si dissipa per lasciar posto al sorriso.

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