Depressione e differenze di genere, donne sempre più colpite

La depressione è riconosciuta dall’O.M.S. – Organizzazione Mondiale della Sanità – come la prima causa di disabilità a livello globale, complici anche l’invecchiamento della popolazione e uno stile di vita che necessita di frequenti e rapidi adattamenti, a discapito del mantenimento dei ritmi fisiologici. La depressione è l’oggetto della campagna Uscire dall’ ombra della depressione” promossa da ONDA – “Osservatorio Nazionale sulla salute della donna e di genere”. “Sono oltre 3.000.000 le persone che in Italia ne soffrono” – spiega il prof. Claudio Mencacci – Presidente della Società Italiana di Neuropsicofarmacologia e direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Neuroscienze dell’Ospedale Fatebenefratelli-Sacco di Milano. “La depressione non va confusa con la ‘demoralizzazione’. Si tratta di una condizione con sintomi gravi e duraturi nel tempo, che inficiano fortemente qualità e quantità di vita delle persone”.

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Le donne sono particolarmente esposte, con un rapporto di 1-2 rispetto all’uomo, direttamente e come caregiver (chi si occupa dei pazienti familiari). La depressione maggiore in genere si manifesta tra la seconda e la terza decade di vita con un picco nella decade successiva, dunque nel periodo più florido e produttivo della vita, con gravi ripercussioni sul piano affettivo-familiare, socio-relazionale e professionale. Risulta quindi importante fare rete e impegnarsi anche con le Istituzioni, per ridurre gli stereotipi stigmatizzanti verso questa malattia che impatta pesantemente sulla qualità e sulla durata della vita di chi ne soffre e comporta un enorme drenaggio di risorse socio-economiche.

“L’osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) promuove e tutela la salute di genere con particolare attenzione a quella femminile; pertanto ha ideato un progetto “Salute e genere: il valore della differenza” realizzato nella regione Lombardia nel 2016. L’obiettivo era tutelare il benessere di ogni individuo tenendo conto anche del genere come fattore determinante. Serve un approccio sempre più personalizzato e basato sulla centralità della persona.

La prima differenza, per quanto riguarda la depressione, è che essa colpisce molto di più le donne degli uomini e questa diversità comincia con l’adolescenza. – ha detto la Psicologa, la dr.ssa Roberta Giusto – Sono proprio i sintomi riferiti dalle donne (più gravi, più duraturi e alle volte specifici in riferimento al cambiamento stagionale) che si sentono depresse a differire da quelli degli uomini che si trovano in quella stessa condizione di impotenza ma che si traduce spesso in comportamenti più aggressivi, i quali inizialmente fanno pensare ad altre tipologie di disturbi. A questo poi si aggiunge la concezione “tradizionale” e non realistica di virilità che non porta gli uomini a dimostrare le loro debolezze ma piuttosto incanalarle in rabbia. Ci sono anche evidenze significative legate alle strategie di gestione dello stress tra uomini e donne. I primi gestiscono la disfunzione depressiva aumentando l’attività sportiva e il consumo di alcol e tabacco, questo permette di avere un effetto “antidepressivo” immediato a breve termine ma a lungo termine andrà ad aggravare lo stato depressivo innescando un deleterio circolo vizioso;   mentre le donne tenderanno ad utilizzare forme di rilassamento emotivo, lettura e altre attività di tipo spirituale-religioso”.

Dottoressa cosa suggerisce per un approccio positivo verso il miglioramento della propria condizione di benessere?
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Che tu sia uomo o donna, possiamo focalizzarci su alcune strategie psicologiche “neutrali” che possono migliorare la propria condizione di benessere globale:

  • Aprirsi al cambiamento, variare le abitudini, anche quelle alimentari (coinvolgere, durante i pasti, i cinque sensi e non solo il gusto. Non ingoiare il cibo in fretta con avidità, ma assaporarlo e prolungare l’esperienza: aiuta anche la digestione) e svolgere attività che possono rompere gli schemi della routine e scoprire nuove passione che nutrono mente e corpo;
  • Evitare di andare al supermercato durante le ore dei pasti diminuisce la probabilità di comprare cibi confezionati, già pronti e poco sani, che ci inducono in tentazione prima, ma influiscono negativamente poi, sulla salute e sul senso di colpa nonché il nostro umore;
  • Fare qualcosa per sé stessi ogni giorno, anche la più piccolissima cosa, innalza il livello di serotonina (è importante per la regolazione dell’umore, del sonno, della temperatura corporea, della sessualità, dell’empatia, della creatività e dell’appetito). È necessario ritagliarsi uno spazio per realizzare i propri desideri, anche i più semplici: da cucinarsi il cibo preferito per colazione a una chiacchera con un’amico/a;
  • Dormire le giuste ore di sonno. La mancanza di sonno ha un collegamento diretto con la fame e di conseguenza l’aumento di peso e il nervosismo. Le ore sono variabili per ogni persona, mediamente se ne consigliano otto;
  • Respirare profondamente: una respirazione profonda e piena porta un benessere immediato ed esegue un massaggio tonificante per gli organi interni e i muscoli addominali, mostrandosi utile in molti casi di ipertensione e ansia;
  • Non focalizzarsi sempre sui propri limiti ma piuttosto sulle proprie risorse e punti di forza;
  • Essere coraggiosi ossia non tirarsi mai indietro di fronte a nuove opportunità. Questo aumenta la sicurezza di sé ed evita il rimpianto per non averci provato. Rimpianto che innalza frustrazione e rimorso;
  • Coltivare le relazioni sociali, anche se siete persone solitarie, aiuta a un confronto e costituisce un riparo dalla depressione, dallo stress e dalle malattie psico-somatiche. Anche se siamo impegnati, ricordiamoci che non siamo soli al mondo e ritagliamo un angolo per l’altro che può fungere da salvagente anche per noi stessi.
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Concludendo, sottolinea la dottoressa Giusto, le strategie descritte sono poche ma efficaci se protratte nel corso del tempo con una certa costanza. Questa continuità può risultare già di per sé stressante ma rispetto al proprio umore e malessere può essere solo un toccasana per la serenità quotidiana.

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