XXVI Compasso D’Oro: premiata anche Bella Dentro, la startup italiana contro lo spreco ortofrutticolo

Bella Dentro – Il gusto del Buon Senso si aggiudica un riconoscimento prestigioso all’interno dell’altrettanto prestigioso premio Compasso d’Oro dell’ADI , giunto alla 26esima edizione che ieri,  9 settembre, nel rispetto di tutte le normative anticontagio, ha decretato attraverso una giuria internazionale presieduta da Denis Santachiara, i 18 vincitori del Premio.

 L’edizione 2020 passerà alla storia come il primo Compasso D’Oro celebrato negli spazi che Milano dedica al premio italiano di design più prestigioso: l’ADI Design Museum, che avrebbe dovuto essere inaugurato ad aprile 2020 e che – causa Covid – aprirà le sue porte alla città il prossimo dicembre.

Camilla Archi e Luca Bolognesi, i due fondatori della startup Bella Dentro

“Oggi abbiamo avuto il privilegio di ricevere la Menzione D’Onore del Compasso D’Oro dell’ ADI come progetto d’eccellenza del food design italiano. La premiazione si è tenuta nel nuovo ADI DESIGN MUSEUM di Piazza Compasso D’Oro a Milano, uno spazio meraviglioso.
La buona notizia è che ci hanno fatto entrare. Abbiamo fatto bene a metterci la camicia.
Ora via la camicia e si torna a fare i fruttaroli. – hanno dichiarato sui social Camilla Archi e Luca Bolognesi, i due fondatori della startup Bella Dentro – Il gusto del Buon Senso che vende eccedenze ortofrutticole a privati, gruppi di acquisto solidale e ristoratori.

Bella Dentro è il primo progetto in Italia che combatte gli sprechi ortofrutticoli alla radice, dando valore a quella frutta e verdura buona ma “bella dentro”, che per qualche segno di troppo, o per una dimensione non standard, rimane sui campi e non raggiunge ancora le nostre tavole. Ogni “salvataggio” è di fatto un acquisto con il quale Bella Dentro restituisce il giusto valore sia al prodotto ingiustamente scartato , che al lavoro del produttore, al quale viene riconosciuto un giusto compenso altrimenti negato dal mercato. Intanto, sta migliorando sensibilmente l’approccio critico al consumo di frutta e verdura, che ogni anno in Italia obbliga gli agricoltori a lasciare nei campi circa il 4% della produzione ortofrutticola totale: a fronte di 8,7 milioni di tonnellate di prodotti, solo nel 2018, l’ammontare complessivo di tali eccedenze era pari a circa 1,4 milioni di tonnellate di alimenti scartati a causa di criteri puramente estetici, imposti dalla grande distribuzione e completamente indipendenti dalla qualità effettiva del raccolto in termini di gusto e proprietà nutritive.

La premiazione si è svolta nella grande sala dell’ex edificio industriale: oltre ai 18 premi Compasso d’Oro – assegnati dalla giuria internazionale presieduta da Denis Santachiara e composta da Luca BressanVirginio Briatore, Jin KuramotoPäivi Tahkokallio – sono stati assegnati 9 premi Compasso d’Oro alla carriera, 3 premi Compasso d’Oro alla carriera internazionali e, novità significativa di questa edizione, anche 3 premi Compasso d’Oro alla carriera del prodotto a oggetti cui il design ha garantito non solo il successo ma anche una straordinaria durata: progettati da decenni sono ancora felicemente in produzione. Il panorama del design italiano di oggi è completato, come di consueto, dai premi ai migliori progetti realizzati da allievi delle scuole di design italiane: la Targa Giovani.


Le parole chiave di questa edizione sono svilupposostenibilità e responsabilità. “Tre priorità, quindi, che non possono più essere affrontate separatamente”, spiega Luciano Galimberti, presidente ADI. “Rappresentano una complessità originale, dove le ragioni dello sviluppo si devono misurare con quelle della sostenibilità e della responsabilità allargata ben oltre i confini del pragmatismo tendente a far coincidere la verità con l’utilità.”

Per Umberto Cabini, presidente della Fondazione ADI Collezione Compasso d’Oro, questa è un’edizione di svolta: “Un traguardo consolidato ma aperto al futuro. L’edificio ristrutturato dell’ADI Design Museum – Compasso d’Oro non è solo un simbolo significativo della storia della cultura italiana, ma lo strumento concreto del lavoro cui ci prepariamo: diffondere i valori del progetto nel grande pubblico”.


La mostra, visitabile su prenotazione fino al 16 settembre,  comprende anche un’installazione con 18 nuovi alberi (uno per ogni premiato) messi a dimora per l’occasione. Al termine della manifestazione entreranno a far parte del fondo di forestazione urbana ForestaMi promosso da Regione Lombardia, Città metropolitana e Comune di Milano, il cui obiettivo per il 2030 è arricchire di oltre 3 milioni di nuove piante il patrimonio verde urbano

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