29 settembre 2020: International Day of Awareness on Food Loss and Waste

Dal Banco Alimentare alle chef box degli chef stellati passando per le APP come Too Goood To Go, tutti uniti contro lo spreco alimentare

Il 29 settembre, nel mondo, si celebra l’International Day of Awareness on Food Loss and Waste. Una giornata che diventerà patrimonio per l’intera umanità e che riconosce il valore economico, sociale e ambientale dei 31 anni di attività della Fondazione Banco Alimentare Onlus (FBAO). 

In tale occasione Banco Alimentare aderirà all’evento virtuale, promosso dalla European Food Bank Federation (FEBA), dal titolo “Food, No Waste! Banchi alimentari europei: risposte concrete per le persone, per il pianeta!” che avrà luogo dalle 9.00 alle 20.00. 

Innanzitutto ciascun visitatore potrà fare un vero e proprio tour all’interno dello stand virtuale della FBAO: sarà un’occasione per incontrare in un modo un po’ diverso la Rete Banco Alimentare, visitare un magazzino virtuale in 3D, leggere documenti, fare domande e avere risposte in tempo reale e tante altro che ancora non sveliamo.

Inoltre nella seconda parte della mattinata (scopri il programma qui) FBAO proporrà un seminario dal titolo “Food, No Waste: donazioni di cibo in Italia per le persone, per il pianeta”, esclusivamente in lingua italiana. Lo scopo sarà quello di disseminare le EU food donation guidelines  e promuovere il dialogo tra H.E. Stella Kyriakides, Commissario europea per la salute e sicurezza, autorità pubbliche, soggetti della filiera agro-alimentare e società civile rispetto alle donazioni di eccedenze alimentari.

Per la Giornata Internazionale contro lo Spreco Alimentare, istituita dalla FAO e dalle Nazioni Unite a mettersi in gioco sono anche gli chef. Undici grandi cuochi italiani hanno preso parte alla campagna di sensibilizzazione lanciata da Too Good To Go, l’app per salvare piatti e ingredienti freschi invenduti, mettendo a disposizione delle «Chef Box» create ad hoc con le loro ricette personali antispreco.

«In questo momento storico ancora di più — riflette lo chef Carlo Cracco, coinvolto nell’iniziativa —, è obbligatorio soffermarsi a pensare su un tema così importante. Ognuno di noi è responsabile e deve impegnarsi nei piccoli gesti quotidiani con l’obiettivo di ridurre al minimo tutti gli sprechi». In Italia, secondo il rapporto Waste Watcher sul 2020 di Last Minute Market, il costo settimanale medio a famiglia dello spreco alimentare si attesta sui 4,91 euro, per un totale di circa 6,5 miliardi. Un dato confortante — meno 25 per cento — se lo si confronta con i 6,6 euro settimanali e 8,4 miliardi complessivi del 2019, ma non abbastanza.

La start up Too Good to Go, lanciata nel 2015 in Danimarca e poi diffusasi in 14 Paesi d’Europa con oltre 20 milioni di utenti, mette al centro del suo business la lotta allo spreco alimentare. In che modo? La piattaforma permette a ristoranti, bar, forni, pasticcerie, supermercati ed hotel di recuperare e vendere online — a prezzi ribassati — il cibo invenduto attraverso delle Magic Box. Una sorta di doggy bag a scatola chiusa perché la selezione di piatti e prodotti all’interno è a sorpresa. Attraverso l’app gli utenti possono prenotare la propria e andarla a ritirare in loco. Il 29 settembre, per prendere parte alla giornata Giornata Internazionale della Consapevolezza sugli Sprechi e le Perdite Alimentari, alcuni tra i più grandi chef italiani rendono disponibili sull’app Too Good to Go le loro «Chef Box» esclusive contenenti anche i trucchi e le ricette per non buttare via nulla in cucina. Dalla testa di ricciola in terrina e pappa al pomodoro agli agnolotti ripieni di melanzana affumicata, dalle bombette di polipo e lime alla crema fredda di verdure al basilico con crostini di pane, la scelta è davvero varia.

A Milano, hanno aderito all’iniziativa anche Matias Perdomo, chef di «Exit», Eugenio Boer, di «Bu:r», Claudio Sadler, del «Ristorante Sadler», Wicky Priyan, di «Wicky’s Innovative Japanese Cuisine», e Nicolò Farias, di «Cocciuto». Mentre a Roma si potranno ordinare le box di Heinz Beck, de «La Pergola», e Cristina Bowerman, di «Glass Hostaria». Ci sono poi Davide Caranchini, di «Materia», a Cernobbio, Philippe Léveillé, del «Miramonti l’altro», a Brescia, e Moreno Cedroni, dei ristoranti «La Madonnina del Pescatore» e «Anikò», a Senigallia. Uniti per un obiettivo comune: sensibilizzare i consumatori al riutilizzo di quelli che troppo spesso, sbagliando, sono considerati scarti alimentari.

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