Alimentazione e uno stile di vita sano per la prevenzione al femminile…e ottobre si tinge di rosa!

Da sempre ottobre coincide con il mese della prevenzione al femminile. Una accortezza che, durante la pandemia ha subito dei rallentamenti inevitabili ma che ora è tornata un appuntamento al quale tutte le donne sono chiamate a sottoporsi attraverso visite diagnostiche. Si perché la diagnosi precoce può aiutare a prevenire l’insorgere di patologie tumorali e nel contempo la comunicazione ha un ruolo determinante per supportare la ricerca che resta un’arma sempre più efficace per aggredire e sconfiggere il tumore al seno.  

I numeri del cancro in Italia: il contributo di PASSI e PASSI d’Argento
Si stima che nel 2020 saranno 377 mila le nuove diagnosi di cancro nel nostro Paese. Lo riferisce il rapporto “I numeri del cancro in Italia 2020”, presentato l’8 ottobre all’ISS. Il documento è frutto della collaborazione tra AIOM, AIRTUM, SIAPEC-IAP, Fondazione AIOM, e le sorveglianze PASSI e PASSI d’Argento dell’ISS. PASSI e PASSI d’Argento offrono, infatti, informazioni sulla diffusione nella popolazione dei fattori di rischio comportamentali coinvolti nella genesi dei tumori, sulla partecipazione agli screening oncologici e sul profilo delle persone con diagnosi di tumore.

Airc e nastro rosa

Tra le tante iniziative, la Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro torna con il nastro rosa incompleto, per sensibilizzare il pubblico e mostrare sostegno e vicinanza alle donne colpite dal tumore al seno. La neoplasia più diffusa nel genere femminile, che riguarda una donna su nove nell’arco della vita, con circa 53.000 nuove diagnosi in Italia solo nel 2019*. Grazie ai costanti progressi della ricerca, la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è aumentata fino all’87%, ma c’è ancora molto da fare per raggiungere il pieno obiettivo: curare tutte le donne, accompagnarle nella realizzazione dei loro progetti di vita, come le protagoniste della campagna Nastro Rosa di AIRC. Nel mese di ottobre AIRC diffonde informazioni e consigli sul sito nastrorosa.it, sui social media con l’hashtag #NastroRosaAIRC, attraverso la rivista Fondamentale e grazie alla collaborazione dei partner tra cui anche Federfarma che, durante tutto il mese di ottobre nelle farmacie aderenti supportare la ricerca invitando ad effettuare una donazione ad @airc.it

Frecciarosa 2020, salute e prevenzione viaggiano in treno

Promossa da IncontraDonna Onlus e dal Gruppo FS Italiane, l’iniziativa Frecciarosa torna fino al 31 ottobre festeggiando la decima edizione con modalità alternative. La Piattaforma Frecciarosa (www.frecciarosa.it), creata ad hoc per il mese di ottobre, diventa digitale, trasformando la campagna e trasferendo tutte le attività tradizionali in modalità online. Un team di oncologi (specialisti affiliati ad IncontraDonna Onlus e medici senior e junior di AIOM, Associazione Italiana di Oncologia Medica) sarà a disposizione degli utenti per consulenze gratuite in diretta streaming, in totale sicurezza e nel rispetto delle normative sulla privacy.

La cultura della prevenzione è servita!

 Le iniziative sopra citate si affiancano a quelle di molte altre realtà che, in base al proprio vissuto, avvicinano le donne ad una nuova consapevolezza ovvero che la prevenzione e il raggiungimento di uno stato di benessere passano anche attraverso semplici gesti come svolgere attività fisica, adottare uno stile di vita sano e soprattutto curare l’alimentazione cercando di mettere la salute nel piatto. Ne parliamo con la biologa nutrizionista Valentina Mecomio

Un numero crescente di studi sta dimostrando l’importanza di una sana alimentazione nella prevenzione del cancro. Le cattive abitudini alimentari sono responsabili di circa tre tumori su dieci. In alcuni casi ciò dipende dalla presenza in alcuni cibi di sostanze che favoriscono lo sviluppo della malattia: nitriti e  nitrati utilizzati per la conservazione dei salumi, per esempio, sono maggiormente responsabili del tumore dello stomaco( in Italia largamente diffuso). Talvolta gli alimenti in sé non sarebbero dannosi, ma possono essere contaminati da sostanze come le aflatossine, liberate da determinate muffe nel mais o in altre granaglie e legumi mal conservati. In alcuni Paesi in via di sviluppo le aflatossine sono responsabili di una quota rilevante di tumori del fegato. Studi epidemiologici hanno dimostrato che un’alimentazione ricca di grassi e proteine animali favorisce la comparsa della malattia, mentre la preferenza per gli alimenti ricchi di fibre, vitamine e oligoelementi, come cereali integrali, legumi e verdure, sembra avere un effetto protettivo.

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Ci sono ormai molte prove che una sana alimentazione vada adottata fin dalla più tenera età, ma non è mai troppo tardi per cambiare abitudini alimentari e, secondo alcune ricerche, anche le persone alle quali è stato già diagnosticato il cancro possono trarre vantaggio da una dieta più sana.

Ci sono tumori più sensibili di altri agli effetti del cibo. Tra quelli che risentono di più della quantità e della qualità dei cibi ci sono ,naturalmente,i tumori dell’apparato gastrointestinale, e in particolare quelli dell’esofago, dello stomaco e del colon-retto: si calcola che fino a tre quarti di questi tumori si potrebbero prevenire evitando i cibi maggiormente scatenanti l’insorgere della patologia.

Importante è la scelta dei cibi anche per il tumore del fegato, organo attraverso cui passano tutte le sostanze assorbite dall’intestino, e quindi particolarmente esposto ai danni provocati da eventuali elementi cancerogeni. L’azione locale di alcune sostanze (come ad esempio l’etanolo contenuto nelle bevande alcoliche) può favorire inoltre lo sviluppo di tumori della bocca, della gola,  dell’esofago e della laringe.
Gli studi più recenti hanno però messo in evidenza che l’azione del cibo sul rischio di cancro è molto più estesa: il tipo di alimentazione influisce infatti sullo stato di infiammazione che può predisporre a ogni forma di cancro e sull’equilibrio ormonale che può favorire, nella donna lo sviluppo dei tumori del seno, dell’ovaio e della superficie interna dell’utero, l’endometrio.

Un’alimentazione sana, che tenga alla larga anche le malattie cardiovascolari oltre che quelle tumorali, richiede soprattutto di ridurre l’apporto di grassi e proteine animali, favorendo invece l’assunzione di cibi ricchi di vitamine e fibre. Per questo occorre portare a tavola almeno cinque porzioni di frutta e verdura al giorno; privilegiare nella scelta divcereali, pane, pasta e riso quelli integrali e legumi.

Un’alimentazione di questo tipo protegge soprattutto il colon-retto, ma estende i suoi benefici anche ad altri organi. Nella frutta e nella verdura, infatti, oltre alle fibre, si trovano in misura variabile vitamine e altre componenti dal potere antiossidante, come la vitamina C e la vitamina E, i folati, i carotenoidi, il selenio e lo zinco, capaci di neutralizzare i radicali liberi dannosi per l’organismo.

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I piatti che associano cereali e legumi, tipici della cucina tradizionale di molte popolazioni del mondo, permettono di sopperire anche al fabbisogno calorico e proteico, limitando al massimo l’apporto di grassi presenti nei cibi con proteine animali.

Un posto d’onore, tra i legumi, merita la soia, che può essere consumata in varie forme, dalle fave alla farina, dal latte di soia al tofu, fino alla soia fermentata nota con il nome di miso, usata per insaporire le zuppe giapponesi. Tutti questi prodotti contengono isoflavoni, sostanze che assomigliano agli estrogeni, ne prendono il posto sui recettori delle cellule, ma non inducono gli stessi effetti biologici: per questo consumarne regolarmente, fin dalla giovane età, riduce il rischio di tumore al seno nella donna .

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Dalla cucina orientale dovremmo imparare anche a consumare regolarmente le alghe, cui molti esperti attribuiscono la bassa incidenza di alcuni tumori nelle popolazioni asiatiche, soprattutto giapponesi.

Salutari sono anche i semi di lino, ricchi di omega-3, ottimi per prevenire sia il cancro sia le malattie cardiovascolari, di cui sono ricchi anche molti tipi di pesce, come sardine e salmone.
Altri pesci meno grassi possono rappresentare una valida alternativa alla carne, che non dovrebbe essere consumata più di due-tre volte la settimana.

Da evitare soprattutto le carni rosse (manzo, maiale e agnello) e quelle lavorate a livello industriale, oltre a quelle conservate nel sale come i salumi. Un eccessivo apporto di carni rosse mette a rischio soprattutto l’intestino, ma varie ricerche mostrano che aumenta la possibilità di sviluppare anche altre forme di cancro, per esempio alla vescica o allo stomaco.

Per insaporire il cibo si può ridurre l’apporto di sale con spezie come il curry , lo zenzero e la curcuma che sembrano avere un effetto antinfiammatorio. Possono avere un ruolo protettivo anche le sostanze contenute in altre piante aromatizzanti, tipiche della cucina mediterranea, come menta, timo, maggiorana, origano, basilico, rosmarino, e altre che si trovano nel prezzemolo, nel coriandolo, nel finocchio, nell’anice e nel cerfoglio, oltre che nel peperoncino e nei chiodi di garofano. Hanno riconosciute proprietà protettive anche l’aglio e cipolla,  i funghi, non solo quelli giapponesi ma anche quelli nostrani, in particolare il Pleurotus ostreatus detto anche “orecchione”.

Per quanto riguarda i latticini, ci sono indicazioni  che un consumo regolare di probiotici contenuti negli yogurt e nel latte fermentato possa contribuire a proteggere l’intestino.

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Oltre alla qualità, conta molto anche la quantità di cibo assunta quotidianamente. Molte ricerche si sono soffermate sul legame tra il cancro e l’obesità , tanto che gli esperti ritengono che dall’eccesso di peso, conseguenza di un’alimentazione sbilanciata e dalla scarsa attività fisica, possa dipendere dal 25 al 30 per cento di alcuni dei tumori più comuni, come quelli del colon e del seno.

Ma il rischio di essere troppo grassi non riguarda solo l’intestino: secondo gli studi epidemiologici gli obesi hanno maggiori probabilità, rispetto a chi ha un peso normale, di ammalarsi al rene e all’esofago. Le donne, dopo la menopausa, hanno un rischio aumentato al seno e alla superficie interna dell’utero, l’endometrio. Studi recenti suggeriscono che l’obesità potrebbe quadruplicare il rischio di sviluppare un cancro al fegato  .Infine sono stati segnalati legami anche con il tumore al pancreas, alle ovaie, alla colecisti.

Talvolta la taglia non incide solo sul rischio di ammalarsi, ma anche sull’andamento della malattia stessa. Al contrario, una riduzione del peso corporeo anche solo del 5-10 per cento e un incremento dell’attività fisica possono produrre effetti positivi.

Anche la cottura degli alimenti va controllata. Ad esempio la cottura alla griglia, soprattutto della carne, produce sostanze cancerogene. È meglio cucinare i cibi a temperature più basse, per esempio utilizzando il vapore o il cartoccio.

Photo by Narda Yescas on Pexels.com

La dimostrazione dell’effetto preventivo di frutta e verdura nei confronti del cancro ha spinto moltissimi gruppi di ricerca a verificare se lo stesso risultato si poteva ottenere somministrando vitamine e altre sostanze antiossidanti sotto forma di integratori.

I risultati della maggior parte di queste ricerche hanno deluso chi sperava di sopperire con una pillola o una fialetta a un’alimentazione poco sana: non solo l’effetto non è altrettanto benefico, ma in molti casi si è rivelato controproducente, aumentando, invece di diminuire, il rischio di sviluppare alcuni tumori in quanto sembra stimolassero la produzione dii fattori di crescita tumorale.

E’ possibile che negli alimenti l’effetto benefico sia prodotto più dall’azione sinergica delle varie sostanze, miscelata in una particolare proporzione, che non dall’azione della singola vitamina. Inoltre non è probabilmente trascurabile il ruolo delle fibre e di altri elementi presenti anche soltanto in tracce.

Alla luce di queste osservazioni, è meglio puntare su un’alimentazione fresca e variata piuttosto che sull’acquisto di questi prodotti.

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