La direttrice d’orchestra Beatrice Venezi alla ICA

La musicista, tra le più acclamate al
mondo, ha tracciato un parallelismo tra il mondo aziendale e i meccanismi di un’orchestra

C’è un punto di unione fra un direttore d’orchestra e un manager aziendale? In tema di leadership, le due posizioni sono molto simili perché l’organizzazione aziendale deve essere perfetta, come un’orchestra che suona una melodia in modo impeccabile. 

The European House Ambrosetti, gruppo professionale noto nel mondo per aver sviluppato attività nel campo della consulenza strategica e operativa, dell’aggiornamento professionale e della ricerca, ha scelto la sede di Civitanova Marche di ICA per organizzare l’incontro dal titolo Leadership: guidare il team verso l’armonia e la performance.

L’ospiteè una delle più acclamate direttrici d’orchestra della scena musicale contemporanea: Beatrice Venezi, Direttore Principale Ospite dell’Orchestra della Toscana, Direttore Principale dell’Orchestra Milano Classica e della Nuova Orchestra Scarlatti Young. 

La pianista, che ha vinto tra i vari riconoscimenti anche lo storico premio Scala d’Oro, è stata inserita da Forbes nell’elenco dei 100 giovani leader del futuro. Il Corriere della Sera l’ha, invece, segnalata tra le 50 donne che in tutto il mondo si sono distinte per la loro professionalità e sono state rivoluzionarie, resilienti, anticonformiste, pioniere, paladine di femminilità, creatività e risorse innovative.

La Venezi ha incontrato lo staff dell’impresa della famiglia Paniccia e ha tracciato un parallelismo tra il mondo aziendale e i meccanismi di un’orchestra: guidare un team verso l’armonia. “La relazione che instauro con i musicisti va oltre la musica – ha dichiarato la direttrice d’orchestra nel suo intervento -, è un’interazione che permette di perseguire un obiettivo comune”. Ma trasmettere la motivazione necessaria e allineare il team non è cosa semplice, perché i fattori in gioco sono molteplici, in primis il tempo a disposizione.

“Il tempo è una risorsa limitata nel mio lavoro  – ha concluso Beatrice Venezi – perché, in soli due o tre giorni, devo riuscire a creare empatia con il gruppo e ad ascoltare non solo la musica, ma anche l’energia che si sprigiona”.

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