“Pasta 2020” le nuove forme del sapore”: gli studenti dell’Accademia Poliarte interpretano Barilla

La creatività non conosce limiti come l’amore smisurato degli italiani per la pasta. Da sempre alimento evocativo che veicola il saper fare inteso come marchio del made in Italy nel mondo, la pasta è la materia su cui gli studenti si sono misurati nell’ambito di uno dei recenti progetti in cui veniva chiesto di pensare, creare e produrre  nuove declinazioni da aggiungere a quelle esistenti della pasta Barilla.


Il progetto “Pasta 2020: le nuove forme del sapore” nasce infatti dalla collaborazione dell’azienda Barilla con l’ Accademia di Belle Arti e Design Poliarte di Ancona, il cui direttore, il Prof. Giordano Pierlorenzi ringrazia la Barilla per la scelta dell’Accademia e la fiducia posta negli studenti poliartisti nella linea di una reciproca crescita culturale tra le istituzioni accademiche e il mondo dell’impresa.

Da un brief aziendale esposto in una visita agli stabilimenti della Barilla, con gli studenti del corso di “Metodologia della progettazione” guidati nella ricerca dal Prof. Arch. Andrea Straccialini, è stato programmato l’obiettivo: creare una gamma di formati di pasta secca ad “alto valore” con due possibili strade: 1) l’eccellenza del prodotto (restyling dei formati classici: spaghetti, penne, fusilli, mezze maniche, rigatoni); 2) l’ispirazione creativa (formati innovativi non esistenti a scaffale). Il percorso progettuale in fine scelto dal corso di metodologia della progettazione, è stato quello del restyling dei formati classici. Il design atteso doveva riguardare una superficie ruvida e un’ottima consistenza. Si è partiti da un sondaggio condotto dagli studenti su un campione di utenti finali relativo ai formati da riprogettare. I progetti degli studenti tracciano percorsi futuri per la pasta secca, frutto di un’accurata ricerca e fattiva collaborazione con l’azienda.

Prof. Straccialini, i risultati sono stati davvero sorprendenti, frutto di una collaborazione tra gli studenti e l’azienda in termini di studio e ricerca: quanto è importante avvicinare i ragazzi alle imprese per ridurre il divario tra mondo accademico e quello del lavoro?
Arch. Andrea Straccialini responsabile del corso di “Metodologia della progettazione

“La collaborazione Accademia-Azienda è un momento fondamentale di crescita e di completamento del percorso accademico degli studenti; infatti essi sono chiamati a rispondere alle richieste della committenza nei tempi dovuti, preparandosi in tal modo, al mondo del lavoro ancor prima di essere attori dello stesso, abbattendo appunto quel divario che si delinea tra il mondo accademico e quello professionale”.

La pasta si è trasformata in una materia da plasmare e reinterpretare in cui la comunicazione assume un valore speculare al design. In che modo i ragazzi in fase di realizzazione, hanno preservato la portata evocativa e comunicativa di un alimento che interpreta il made in Italy a tavola?

Gli studenti, chiamati a rielaborare i cinque formati classici di pasta (spaghetti, penne, fusilli, mezze maniche, rigatoni), in primo luogo hanno condotto un’indagine di marketing a campione, che li ha spinti a focalizzarsi su alcuni punti peculiari e caratterizzanti della morfologia del prodotto, mantenendo gli stessi inalterati poiché tipici della classicità dei formanti oggetto di studio, senza peraltro rinunciare all’innovazione stilistica e funzionale del prodotto”.

Quali sono i progetti futuri che la Poliarte riserva ai suoi studenti?

” Sicuramente l’impegno della Poliarte, è rivolto al portare avanti progetti di collaborazione con aziende del territorio marchigiano e nazionale, indispensabili, agli studenti per la propria crescita formativa e alle aziende per la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti. Un tale sodalizio mira di certo al rilancio del prodotto italiano, con una veste innovativa ma senza trascurare la tradizione stratificata del nostro Paese, espressione del saper fare italiano nel mondo”.

FOCUS

L’Accademia di Belle Arti e Design Poliarte di Ancona ha una lunga e articolata storia di mezzo secolo, fondata nel 1972 ha consolidato nel tempo un forte radicamento sul territorio anche grazie a sistematiche relazioni con le Aziende e gli Enti pubblici e privati. 

La sua storia parte dal CRIPA (Consorzio Regionale di Istruzione Professionale Artigiana) con sede in Ancona in Via Matteotti, 8. Nasce ad opera delle associazioni artigiane della Confartigianato Marche per promuovere il design allo scopo di rilanciare l’occupazione e l’economia di settore. Al suo interno vengono attivati corsi di design della moda e di prodotto che costituiscono il primo nucleo del Centro Regionale di Design. I finanziamenti iniziali vengono offerti dalla Camera di Commercio di Ancona. Il gruppo dei promotori fa capo al Dott. Giuseppe Landi di Jesi  primo direttore del CRIPA  ed è composto dai docenti Massimo Ceccarelli, Fausto Renzoni, Edoardo Malagigi tutti diplomati all’Accademia di Belle Arti e poi da Carmen Belacchi e poco più tardi da Giordano Pierlorenzi, laureati in filosofia. A questo gruppo se ne aggiungono altri, come afferma il Ceccarelli nel libro di Giordano Pierlorenzi, “Design, il modello formativo dorico”, Delettera editore, 2009, Milano, pag.34“…basti pensare al prezioso contributo dato dai personaggi significativi che sono passati dalla scuola, come Michele De Lucchi con le sue abitazioni verticali, Gianni Pettena architetto vicino all’arte povera rappresentante con altri del radical design, movimento d’avanguardia nato in quegli anni a Firenze sulla scia ideologica e lungimirante di Ettore Sottsas”.

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