Medici al fronte: un libro che racconta la drammatica esperienza del lockdown al Pronto Soccorso di Fermo

L’esperienza covid-19 al pronto soccorso di Fermo durante il lockdown e la storia di un lebbrosario: la casa editrice Zefiro pubblica due libri che creano un ponte tra il passato di una malattia come la lebbra e la tragica cronaca di questi mesi segnata dal coronavirus. Con analogie sorprendenti.

Due libri singolari ed apparentemente lontani quelli che Zefiro ha editato in questi giorni. Uno riguarda la storia di un lebbrosario, luogo d’esclusione per eccellenza, legato alla figura di San Francesco d’Assisi; l’altro è cronaca di questi strani tempi perché racconta la tragica esperienza della pandemia che sta sconvolgendo il mondo nel duemilaventi. Collestrada, storia di un paese tra ospitalità ed esclusione e Medici al fronte, questi i titoli dei volumi, scritti rispettivamente da Carlo Pagliacci e Antonio Ciucani.

Carlo Pagliacci

Nel primo si ricostruisce il passato di questo piccolo e caratteristico borgo a metà strada tra Perugia ed Assisi che per secoli ospitò un lazzaretto, ossia un ospedale per malati di lebbra, una delle malattie più temute nel Medio Evo e ritenuta simbolo del male che s’impossessava anche del corpo oltre che dell’anima; l’altro invece racconta l’esperienza drammatica di medici, infermieri ed operatori socio sanitari durante il primo lockdown al pronto soccorso di Fermo, con numeri e statistiche ma anche testimonianze che rendono l’idea di quel che è accaduto tra i mesi di marzo e maggio di quest’anno.

Antonio Ciucani


L’uno e l’altro rappresentano un monito a non abbassare la guardia e a coltivare il senso della solidarietà: “l’emergenza covid-19 non è finita, ed anzi la seconda ondata potrebbe preludere ad una terza, ad una quarta fino a che non avremo trovato gli strumenti per combatterla adeguatamente” sottolinea Ciucani, primario facente funzione del pronto soccorso di Fermo che si è trovato a fronteggiare l’epidemia e che ha scritto “Medici al fronte” per lasciare una testimonianza di quei mesi terribili. “Sinceramente speravamo dopo l’estate di poterci lasciare alle spalle quella terribile esperienza, ed invece eccoci ancora qui a fare i conti con questo virus”.

Il libro, i cui diritti d’autore saranno devoluti alla Protezione Civile di Fermo, ha il pregio di stimolare a mantenere alta la guardia leggendo quel che è successo attraverso i dati, rafforzati da episodi vissuti da medici, infermieri ed operatori che si sono trovati a svolgere ruoli “altri”, necessari in una situazione d’emergenza, dove la loro umanità emerge con forza. “È fondamentale conoscere quel che è accaduto per capire e non commettere gli stessi errori: rispetto a qualche mese fa – continua Ciucani – abbiamo una capacità diversa di reazione e contenimento della malattia, ma non si può fare affidamento soltanto sulla buona volontà degli operatori sanitari ai diversi livelli, occorre un senso di responsabilità diffusa nella cittadinanza”.


“Su Collestrada posso dire che si tratta di una ristampa aggiornata di un lavoro scritto 25 anni fa” sottolinea Carlo Pagliacci. “Il tema dell’esclusione del lebbroso ci riporta all’oggi, a questa epidemia che fa della separazione tra le persone, oltre che della malattia in sé, un ulteriore danno con conseguenze che si trascineranno per il futuro sotto diversi punti di vista, da quello sociale ed economico a quello più intimo e personale. Se Collestrada può insegnarci qualcosa, è la spinta comunque verso la speranza della guarigione, una speranza che ha sempre accompagnato i malati e che dobbiamo coltivare soprattutto oggi, con la consapevolezza che però, come allora, si debbono rispettare regole e comportamenti per limitare la diffusione del contagio. Nel Medio Evo ci sono riusciti, con enormi sacrifici come ci insegna la storia. Dovremo riuscirci anche noi che possiamo contare su una società più evoluta e una conoscenza scientifica molto più avanzata”.

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