#25novembre2020: educhiamo i più piccoli al rispetto e amore verso le Donne, verso le Persone

Per tutte le violenze consumate su di Lei,
per tutte le umiliazioni che ha subito,
per il suo corpo che avete sfruttato,
per la sua intelligenza che avete calpestato,
per l’ignoranza in cui l’avete lasciata,
per la libertà che le avete negato,
per la bocca che le avete tappato,
 per le ali che le avete tagliato,
per tutto questo:
in piedi, Signori, davanti ad una Donna.

E non bastasse questo, inchinatevi ogni volta che vi guarda l’anima,
perché Lei la sa vedere,
perché Lei sa farla cantare.
In piedi, Signori, ogni volta che vi accarezza una mano,
ogni volta che vi asciuga le lacrime come foste i suoi figli,
e quando vi aspetta, anche se Lei vorrebbe correre.

In piedi, sempre in piedi, miei Signori,
quando entra nella stanza e suona l’amore
e quando vi nasconde il dolore e la solitudine
e il bisogno terribile di essere amata.
Non provate ad allungare la vostra mano per aiutarla
quando Lei crolla sotto il peso del mondo

Non ha bisogno della vostra compassione.

Ha bisogno che voi vi sediate in terra vicino a Lei
e che aspettiate che il cuore calmi il battito, che la paura scompaia,
che tutto il mondo riprenda a girare tranquillo.
E sarà sempre Lei ad alzarsi per prima
e a darvi la mano per tirarvi su
in modo da avvicinarvi al cielo,
in quel cielo alto dove la sua anima vive
e da dove,
Signori,
non la strapperete mai.

In piedi, Signori, davanti ad una Donna (William Shakespeare)

 La violenza contro le donne rappresenta “un problema di salute di proporzioni globali enormi” . E’ questo quanto emerge dal Secondo il rapporto dell’OMS Valutazione globale e regionale della violenza contro le donne: diffusione e conseguenze sulla salute degli abusi sessuali da parte di un partner intimo o da sconosciuti pubblicato sul sito del Ministero della Salute. L’abuso fisico e sessuale è un problema sanitario che colpisce oltre il 35% delle donne in tutto il mondo e, cosa ben più grave, è che ad infliggere la violenza sia nel 30% dei casi un partner intimo.

Sappiamo quanto il lockdown abbia implementato episodi e violenze da parte di aguzzini conviventi nei confronti di donne spesso inermi. Ma è possibile aiutare le vittime, senza distinzione di genere usando la cultura: la cultura del rispetto e dell’amore per chi è altro da se’.

La violenza da condannare non e’ solo quella nei confronti delle donne: va combattuta ogni forma di prevaricazione rivolta contro la Persona sia essa donna o uomo. La violenza è l’ effetto di un amore malato cui occorre opporsi insistendo con la formazione soprattutto verso le giovani generazioni quali agenti di cambiamento. Educando al rispetto, si attua una forma preventiva di violenza in cui la società civile rende fattivi valori quali inclusione, tolleranza accoglienza.

La cronaca nazionale ed estera racconta di molti bambini che si fanno sentinelle e riescono a denunciare anche ordinando una pizza perchè ” addestrati ” dalle pratiche da utilizzare grazie al lavoro incessante delle forze dell’ordine all’interno delle scuole.

Vorrei ordinare una pizza per favore . Lo straziante appello di una donna al 112

Una donna chiede “Una pizza in via…per favore”, ma il tono è concitato e l’operatore capisce subito che non è un errore e che qualcosa non va. Invia subito una pattuglia. La donna era stata malmenata dal compagno insieme al figlio di 10 anni con l’accusa di avere rotto il televisore. Quando suonano alla porta del suo appartamento, l’uomo apre credendo fosse il ragazzo della pizza, invece si trova davanti i poliziotti che lo arrestano. La storia della Signora e di Vincenzo l’operatore delle forze dell’Ordine che ha sventato una nuova violenza descrivono uno dei tanti modi che sono a sostegno e supporto delle donne.

i bambini apprendono attraverso l’esempio, educhiamoli all’affettività. Ne parliamo con la psicologa, la dott.ssa roberta giusto

“Da dove partire se non dalle scuole? Un ricominciare non solo proiettato ad “addestrare” i bambini a svolgere il ruolo delle sentinelle ma piuttosto a dare loro la possibilità di non doversi più mettere nelle condizioni di portare sulla propria pelle il peso, la responsabilità e il dovere di aiutare, ad esempio, la loro mamma in pericolo. Un cambiamento che deve essere molto più profondo non solo centrato sul “sintomo” quanto sulla causa di un atteggiamento così violento e carnale degli uomini.

Educare è difficile, è un verbo già di per sé impegnativo ma è anche un dovere che noi abbiamo nei confronti dei nostri studenti e figli. La scuola deve necessariamente farsi portatrice di un’educazione al rispetto e alla non violenza nei confronti di qualsiasi altro essere vivente. Serve sdoganare una mentalità maschilista rappresentata da un disequilibrio, immaginario, di potere e forza tra un uomo e una donna. Educare i bambini all’effettività, alla parità di genere (qualsiasi esso sia; qualsiasi esso sia quello con cui la persona si identifica) diventa l’unico strumento indispensabile per crescere uomini e donne responsabili delle proprie azioni, emotivi senza vergogna, civili senza remore di esserlo. I bambini apprendono attraverso l’esempio, motivo per cui nei contesti scolastici e nelle famiglie non servono più solo le parole ma i comportamenti, gli atteggiamenti, il rispetto. I bambini assorbono come “spugne” e se l’”acqua” che attirassero a sé fosse caratterizzata da empatia, altruismo, amore, bontà a quest’ora probabilmente la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne non esisterebbe più e sarebbe solo un lontano ricordo. Ma se siamo ancora qui a cercare di dar vita ad una civiltà “semplicemente” umana vuol dire che quell’ “acqua” è ancora sporca, violenta, pericolosa. Per ogni donna violentata c’è un bambino (ormai uomo) dietro che ha assorbito il messaggio di un adulto. Sentiamoci tutti un po’ responsabili, sia quando agiamo con violenza e sia quando accettiamo con passività e implicito assenso, e impegniamoci a dare ai nostri bambini gli strumenti non necessariamente per agire laddove c’è violenza fisica e psicologica ma piuttosto per emarginare alla base il fenomeno nonché dare loro la possibilità di chiamare in pizzeria per fame, non per terrore”.

servizi a supporto delle donne

Il nostro sistema sanitario mette a disposizione di tutte le donne, italiane e straniere, una rete di servizi sul territorio, ospedalieri e ambulatoriali, socio-sanitari e socio-assistenziali, anche attraverso strutture facenti capo al settore materno-infantile, come ad esempio il consultorio familiare, al fine di assicurare un modello integrato di intervento.
Uno dei luoghi in cui più frequentemente è possibile intercettare la vittima è il Pronto Soccorso.
E’ qui che le vittime di violenza, a volte inconsapevoli della loro condizione, si rivolgono per un primo intervento sanitario. Nello specifico, presso alcuni Pronto soccorso in Italia si sta sperimentando un percorso speciale per chi subisce violenza, contrassegnato da un codice rosa, o uno spazio protetto, detto stanza rosa, in grado di offrire assistenza dal punto di vista fisico e psicologico e informazioni sotto il profilo giuridico, nel fondamentale rispetto della riservatezza.

A chi rivolgersi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...