Castello Errante: la magia di guardare oltre attraverso il cinema

Lunedì 9 novembre si è svolta la presentazione ufficiale della IV edizione di Castello Errante, la prima residenza internazionale di cinema che coinvolge l’America Latina e l’Italia e che quest’anno si sviluppa attorno al tema della magia, pensato anche in relazione alla crisi globale in corso e alla capacità dell’uomo di ripensare il suo rapporto con l’ambiente e con se stesso.

Castello Errante si presenta con un format unico mai realizzato prima, che crea un collegamento storico e culturale tra America Latina e Italia e che promuove le diversità, i nuovi linguaggi espressivi e il patrimonio cinematografico e audiovisivo, all’insegna della ricerca e dello scambio internazionale, della formazione e della produzione nel campo dell’audiovisivo, innescando processi di sensibilizzazione, valorizzazione del territorio e crescita.

Giacomo Ferrara

Figura di spicco della nuova edizione è Giacomo Ferrara, padrino d’eccezione del progetto e attore italiano divenuto celebre grazie alla magistrale interpretazione del ruolo di Spadino nella nota serie tv Suburra, acclamata da critica e pubblico. Dopo l’esperienza positiva dell’anno precedente come testimonial di Castello Errante, Giacomo Ferrara ha voluto riconfermare la sua partecipazione anche per il 2020-2021 con un ruolo che lo vedrà attivo nello sviluppo del progetto: collaborerà, infatti, a stretto contatto con la troupe e il team organizzativo per quanto riguarda la parte attoriale.

direttrice artistica Adele dell’Erario

Attraverso l’intervento della direttrice artistica Adele dell’Erario, possiamo immergerci nel mood di Castello Errante, un evento capace di reinterpretarsi mantenendo intatto il tributo al cinema e alla diffusione dei valori in cui da sempre crede, sperimentando nuovi modi di comunicare e approcciare sfruttando il digitale.

Adele ,  un debutto importante nel segno del cambiamento. Il cinema è comunicazione e sperimentazione, in che modo siete riusciti a rendere il digitale antropocentrico?

Castello Errante negli scorsi anni ha avviato uno studio per sviluppare al meglio la possibilità di affrontare le fasi di sviluppo e pre-produzione di un progetto cinematografico e che fosse in grado di mettere a lavoro studenti provenienti da territori diversi del mondo. Attualmente sono in corso le fasi di pre-produzione e alcuni appuntamenti di formazione che si stanno svolgendo in forma online. Questo rappresenta anche un ottimo pretesto per studiare i meccanismi di studio di una produzione internazionale a carattere formativo, nella quale le fasi di sviluppo non possono che avvenire utilizzando gli strumenti dell’era digitale. È un vero e proprio esperimento a tutti gli effetti, che confluirà nella nascita di una piattaforma dedicata al progetto capace di assorbire tutte le fasi di preparazione dei lavori che poi vengono realizzati dalla troupe internazionale nel territorio italiano. Come a dire che la parte “digitale” di Castello Errante era in realtà nella pancia del progetto già da molto tempo e, in questo periodo di grandi cambiamenti, ha trovato solo una spinta e un’accelerazioni ulteriori per concretizzarsi.

L’internazionalizzazione e lo scambio virtuoso di saperi ed esperienze fanno di Castello Errante un riferimento per gli addetti ai lavori impegnati tanto come spettatori attivi quanto come formatori: in cosa consiste il progetto?

È lo stesso format di Castello Errante ad essere “formativo”, più dei singoli appuntamenti dedicati alla formazione in programma ogni anno. In sostanza attraverso il pretesto di una produzione cinematografica che coinvolge studenti provenienti da Paesi differenti del mondo (quest’anno sono 12), vengono messi a lavoro e a confronto culture e professionalità distinte. La capacità di uno scambio culturale del genere, rappresenta il primo grande motore di crescita nel progetto. Non solo, il gruppo che si costituisce è seguito da professionisti e docenti che sviluppano dei percorsi formativi che si adattano di volta in volta alla natura del progetto e a quella dei lavori che i ragazzi devono realizzare. I prodotti cinematografici, nati quindi grazie al contributo apportato dagli studenti (veri e propri talenti selezionati tra centinaia di candidature) e dei professori coinvolti, sono incentrati, inoltre, sulla ricerca e la scoperta del territorio italiano: qui entra inevitabilmente in campo anche il fattore della “promozione” cinematografica.

Quali sono le novità imminenti che vedremo nel corso dei prossimi mesi grazie a Castello Errante?

Sicuramente la novità più imminente è rappresentata dalla nascita della piattaforma dedicata a Castello Errante, in grado di soddisfare tutte le attività di sviluppo e pre-produzione dei progetti che i ragazzi realizzeranno in residenza, e che verrà finalizzata nel corso della prima metà del prossimo anno. In più, oltre al linguaggio cinematografico della fiction, quest’anno stiamo sperimentando anche il linguaggio documentaristico: attualmente un gruppo di lavoro di questa edizione si sta dedicando alla documentazione di alcuni aspetti del nostro territorio particolarmente legati al tema trattato quest’anno: il pensiero magico.

Infine, un ulteriore momento di riflessione. Castello Errante è impegnata da sempre nel portare avanti alcuni dei goal dell’Agenda 2030 proiettata al cambiamento fattivo ma anche culturale in favore dell’ambiente e in generale dell’ecosostenibilità. Cosa state realizzando a riguardo?

Castello Errante ha sempre promosso il più possibile la cultura fondata sul rispetto dell’ambiente, delle tradizioni, dei territori. Ogni anno sono stati differenti gli eventi realizzati per la promozione di prodotti a chilometro zero e per la scoperta e valorizzazione delle culture ospitanti. La quarta edizione mette a fuoco questo aspetto e perfeziona i suoi processi, affinché diventino sempre più ‘ecocompatibili’. Questo avviene sotto vari punti di vista: quello del più ampio impiego, all’interno del progetto, di prodotti locali; quello dei contenuti delle classi di formazione che, in alcuni casi, sono incentrati proprio sulle nuove tecnologie “green” applicate al cinema; e in ultimo quello delle produzioni cinematografiche vere e proprie che vengono realizzate durante la residenza e che sono pensate per generare il minor impatto possibile sull’ambiente.

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