Roma riparte dalle donne. La Galleria Nazionale prepara l’evento del 2021

Intanto, online nasce una nuova galleria tutta al femminile

Roma ripartirà dalle donne. La Galleria Nazionale, entro la fine dell’anno, ha scelto di tributare le pittrici che hanno fatto la storia, confinate ai dipinti di genere, recluse nei monasteri, lontane dalle corti che rifornivano i collezionisti.

Grazie a Cristiana Collu, direttrice dell’ente culturale dal 2016, si svolgerà un percorso graduale affinché le opere delle artiste diventino almeno il 30 per cento dell’offerta al pubblico. Ma non solo. Per il marzo 2021 è in programma un grande evento dal titolo “Io dico io”, durante il quale saranno esposte le tele di quaranta pittrici.

“Le opere delle donne – sostiene Melania Mazzucco – devono essere visibili per fissarsi nell’immaginario e non farci tornare indietro”. Ben venga, allora, l’iniziativa della direttrice della Galleria Nazionale di Roma. E, finché non potremo rientrare fisicamente nei musei, ben venga la svolta iconica dei social media”.

il boom dei musei virtuali

Quello dei social network sta diventando il nuovo ecosistema dell’arte, un ambiente non convenzionale, cui tutti ambiscono. Già durante il primo lockdown, istituzioni e gallerie avevano sfruttato le tecnologie digitali, immersive e virtuali per mantenere acceso il dialogo con il pubblico. Ricordiamo, ad esempio, la challenge lanciata dal Getty Museum di Los Angeles che, lo scorso marzo, aveva invitato i seguaci a ricreare opere d’arte a casa, stimolando la fantasia, per condividere il risultato online.

Oggi, nell’attesa della riapertura, i social offrono l’opportunità di rimanere aggiornati e di aggiungere bellezza alla quotidianità che scorre fra le mura domestiche. La stessa Galleria Nazionale, che su Facebook conta oltre 40 mila followers, ha organizzato webinar anche per i giovani, dando spazio, per esempio, al fumetto.

Una nuova galleria online, tutta al femminile

Un progetto originale è quello appena lanciato dalla trentaduenne Francesca Della Ventura, storica dell’arte contemporanea di esperienza internazionale. La sua galleria virtuale si chiama inWomen.Gallery ed ospita esclusivamente artiste che escono dagli schemi tradizionali, per offrire alta qualità a prezzi popolari.

La scelta di creare uno spazio online non dipende soltanto dal momento storico che stiamo vivendo, ma anche dalla consapevolezza che il mercato sta evolvendo e, in parte, si sta spostando in Rete. Questo, secondo Francesca Della Ventura, significa anche affrontare le sfide che derivano da nuove dinamiche, come la conquista della fiducia di un pubblico che non può vedere, almeno in un primo momento, l’opera dal vivo. Le espositrici si impegnano a devolvere una percentuale del ricavato ad un’associazione che si occupa di difesa delle donne vittime di violenza. Sostenibilità pari opportunità in un settore dove le donne sono sempre state considerate abusive.

Il riscatto delle escluse

È dalla seconda metà del Novecento che nelle università tutte le immagini, comprese quelle utilizzate in pubblicità, sono materia di studi semiotici e semiologici. Sappiamo che l’immagine non è un oggetto inerte di contemplazione, un corpo vivente che ci attrae o ci respinge, ci incanta o ci ferisce.

Le immagini possono educare e, forse, cambiare il mondo. In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, celebrata proprio ieri, è uscito sulle piattaforme Amazon Prime Video e Chili il docufilm “Artemisia Gentileschi, pittrice guerriera”, dedicato all’artista secentesca e diretto da Jordan River. Artemisia, vittima di uno stupro, è stata tra le prime della storia a combattere cliché e discriminazioni di genere, riuscendo ad essere ammessa ad un’accademia di disegno.

Possiamo capire, allora, quanta forza possano sprigionare anche sui social le opere delle artiste che, per secoli, sono rimaste nascoste, confinate nella pittura di genere, costrette a vestirsi da uomo –  come Rosa Bonheur – o utilizzate come modelle di pittori famosi. Anche Suzanne Valadon, musa di Degas e madre di Utrillo, adesso può riposare in pace.

fonte eco della stampa

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