Un Orto Marittimo a Senigallia: lo chef Moreno Cedroni coltiva la memoria olfattiva per il ristorante e per la comunità

UNO SPAZIO COLTIVATO A ERBE AROMATICHE SUL LUNGOMARE DI SENIGALLIA, esattamente come esisteva negli anni ’60. il progetto dell Chef cedroni integra territorio, memoria, sapori e profumi tipici della macchia mediterranea a vantaggio della comunità che potrà sostare in questa area verde.

Proprio davanti a La Madonnina del Pescatore, fino a 50 anni fa, “c’erano dune e canneti, un habitat che vorrei ricreare, per avere un orto a supporto del ristorante”. Il progetto, spiegava Cedroni al Gambero Rosso, aveva già passato il vaglio dell’amministrazione comunale prima della pandemia, arrivata a paralizzare tutte le buone intenzioni. Ma “sognarle, è il primo passo per realizzare le cose”, esordisce a qualche mese di distanza lo chef nel presentare l’Orto Marittimo che si concretizza sul Lungomare di Senigallia. L’orto, in fase di realizzazione, sarà un luogo votato ai profumi, ai colori e alla memoria collettiva, concepito “passando ore, giorni e anni a guardare il lungo mare, che restituisce costantemente bellezza”, pensando alla nonna “che raccoglieva in quel lembo di terra adiacente al mare i grugni, le acetoselle, la malva”.

L’Orto Marittimo, però, sarà anche una proiezione verso il futuro che Moreno Cedroni immagina per sé, per la sua squadra e per la cucina, come del resto è vero per uno degli ultimi progetti nati per e intorno al ristorante, il laboratorio sperimentale Tunnel. E a beneficio della comunità, dal momento che l’orto trasformerà la fruizione di una porzione di Lungomare, offrendo a tutti uno spazio attrezzato per trascorrere del tempo all’aria aperta, guardando il mare e le piante che crescono al limitare della spiaggia. Ci saranno panchine, cestini, porta biciclette. Anche per questo, con Davide Groppi, è stata studiata un’illuminazione ad hoc per rendere lo spazio piacevole anche di notte, in abbinamento con un impianto audio che amplificherà i suoni della natura.

Dall’orto al piatto
Photo by alleksana on Pexels.com

Nell’orto saranno coltivate tutte le erbe aromatiche utilizzate in cucina, nelle varietà più affini all’habitat marino, tipiche della macchia mediterranea, con l’idea di potenziare il sentore del mare nei piatti del ristorante: finocchio selvatico, papavero, erba ostrica, erba cipollina, grugni, senape, tarassaco, acetosella, ortica, borragine, paccasasso, timo limone, prezzemolo, salvia, rosmarino, origano, maggiorana, citronella, melissa, santoreggia, menta, ginepro, viòle, gerani. Le erbe messe a dimora saranno racchiuse all’interno di aiuole geometriche e delimitate da gruppi di canne.

La Madonnina del Pescatore non riaprirà prima del mese di marzo, e comunque quando sarà possibile ripartire anche a cena, “perché lavorare a pranzo per un ristorante come il nostro è anti economico”. Nel frattempo, però, si procede con la creatività e lo sviluppo di nuove idee per il menu. Mentre l’Orto Marittimo prende forma.

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