Fake News Salute: nasce l’Osservatorio della Regione Marche

Esperti di comunicazione e salute in rete contro la disinformazione

Nasce l’Osservatorio Contro le Fake news in ambito di salute. Il progetto è il risultato del lavoro di un tavolo tecnico composto da un panel di autorevoli esperti del mondo della comunicazione e della salute della Regione Marche. L’iniziativa viene è stata presentata il 2 aprile, nella giornata internazionale contro la disinformazione. Quando si comunicano le attività sanitarie, il rischio di produrre informazioni inesatte quando non distorte, addirittura false e quindi gravemente dannose per il cittadino che recepisce messaggi illusori e fuorvianti, è sempre stato molto elevato. E lo è oggi più che mai in corso di pandemia, di fronte all’aumentare iperbolico di strumenti di che in troppi casi diffondono e soprattutto potenziano notizie che non hanno ragione di circolare: nel web, sui social, ma anche nei media più tradizionali. Per questo da 4 anni un tavolo tecnico di esperti ha condotto progetti per opporsi al dilagante fenomeno delle fake news.

Rossana_berardi


“Per sconfiggere il cancro abbiamo bisogno di tante armi, non solo quelle fondamentali e insostituibili della medicina e della ricerca scientifica – spiega la prof.ssa Rossana Berardi, Ordinario di Oncologia Medica presso l’Università Politecnica delle Marche e Direttore della Clinica Oncologica Ospedali Riuniti di Ancona –, ma è anche indispensabile fornire corrette informazioni e non cadere nelle trappole della disinformazione. In ambito oncologico e specie in questo periodo di pandemia da COVID19, la cattiva informazione è forse più deleteria che in altri campi, perché impatta sulla salute pubblica e potenzialmente sui pazienti, che potrebbero assumere decisioni sbagliate per il loro percorso di cura. Per questo, parte oggi l’osservatorio contro le fake news, che si propone proprio di stilare una “green list” di siti e fonti cui potersi rivolgere per reperire informazioni corrette”.

michele caporossi
Michele Caporossi

“La pandemia ha messo in forte evidenza la fallibilità della comunicazione medico scientifica e della comunicazione dell’appropriatezza prescrittiva e prestazionale – sottolinea Michele Caporossi, Direttore Generale degli Ospedali Riuniti di Ancona – .Tutto il mondo scientifico ha attraversato e attraversa una fase di crisi di credibilità nell’immaginario collettivo per via della mancata separazione dei “fatti” dalle “opinioni” e dell’abbandono spesso palese di una comunicazione scarna e precisa delle informazioni scientifiche. Anche nell’attuale fase vaccinale non sono stati corretti gli errori della fase precedente. L’auspicio ora è che la futura comunicazione sia più sobria e più improntata all’evidenza scientifica”.

Franco Elisei
Franco Elisei

“Esistono molti tipi di fake news, colpose o dolose. Il termine inglese “fake news“, in Italiano notizia falsa o bufala, indica articoli che contengono informazioni inventate, ingannevoli o distorte, resi pubblici nel deliberato intento di disinformare o conseguenza di superficialità e mancata verifica. Tutte forme, se condivise nelle piattaforme social, che diventano virali, credibili. Dannose. In particolare nelle informazioni medico-scientifiche. Per questo è sempre più importante un approccio qualificato da parte dell’informazione, in particolare di chi ha la responsabilità dell’informazione” sottolinea Franco Elisei, Presidente Ordine dei Giornalisti Regione Marche.

Lella Mazzoli

“Non solo chi fa comunicazione e informazione deve porre attenzione alle Fake news: deve controllare le fonti, deve avere correttezza nella comunicazione della notizia e del dato; anche i cittadini debbono avere un atteggiamento corretto e consapevole – dice Lella Mazzoli, Direttore Istituto per la Formazione al Giornalismo dell’Università di Urbino –. Da una indagine dell’Osservatorio News-Italia dell’istituto per la formazione al giornalismo di Urbino risulta infatti che l’81% degli italiani è convinto di poter riconoscere le notizie false. Se così fosse le fake non avrebbero il successo che talvolta invece hanno”.

Luca_Marinelli

“Ogni giorno sul web vengono prodotti migliaia di contenuti inerenti a queste tematiche, gli strumenti di web listening ci permettono di “ascoltare” ciò che viene detto online e di identificare così i temi più esposti alla diffusione di fake news” spiega Luca Marinelli, ricercatore presso la Facoltà di Economia dell’Università Politecnica delle Marche.

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