L’amore non uccide. Femminicidio e discorso pubblico: cronaca, tribunali, politiche

Presentazione del volume a cura di Pina Lalli. Partecipano al dibattito Alessandra Minello, Consuelo Corradi e Milli Virgilio; coordina Federica Santangelo.

Si svolgerà mercoledì 19 alle ore 14:00, l’evento online per la presentazione del volume “L’amore non uccide. Femminicidio e discorso pubblico”, redatto dalla Prof.ssa Pina Lalli del Dipartimento Scienze Politiche e Sociali dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna e Coordinatrice scientifico nazionale dell’Osservatorio di Ricerca sul Femminicidio che ospita l’iniziativa.

A moderare l’evento Federica Santangelo, interverranno oltre l’autrice anche Consuelo Corradi, Alessandra Minello e Milli Virgilio.

L’incontro è promosso dall’Osservatorio in collaborazione con il Centro di ricerca Co.Media.S e il Dipartimento Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Bologna.

Il libro descrive e documenta il fenomeno del femminicidio analizzando gli aspetti ad essi connesso per contribuire ad inquadrare il crimine anche come un fatto sociale. Il cambiamento, dicono gli studiosi, parte dalle parole che sono un sintomo della necessità di dare ai fatti connotazioni nuove. Occorre riconoscere che non ci sono attenuanti nemmeno nella descrizione di un femminicidio perchè va descritto per quello che è: un crimine al pari degli altri.

Pina Lalli è Coordinatrice scientifico nazionale dell’Osservatorio Nazionale sul Femminicidio, ruolo attraverso cui monitora anche come sia cambiato negli anni, lo storytelling mediatico sul fenomeno. Sta maturando la consapevolezza che le parole sono incisive e gli addetti alla comunicazione sono loro stessi agenti di cambiamento per una evoluzione del femminicidio quale piaga culturale , contestualizzando in maniera appropriata il crimine attraverso lo svolgimento della professione.

Non tutti gli omicidi sono uguali e ancor meno lo sono quelli in cui la vittima è una donna. Cosa sono davvero i femminicidi? È ancora oggi plausibile che si uccida la propria compagna per amore o per gelosia? Quali caratteristiche hanno le donne uccise e i loro assassini? Come mai diminuiscono gli omicidi in generale ma i femminicidi rimangono per lo più costanti?

Frutto di una ricerca nazionale, il volume racconta le varie facce della cronaca di oltre 400 donne uccise in Italia tra il 2015 e il 2017, quali discorsi si tengono nei tribunali e nelle sentenze, cosa dicono i giornali, come se ne parla in ambito politico-sociale.

Un quadro variegato, che attraversa spazi diversi del discorso pubblico, alle prese con questa parola strappata dalle rare, ironiche presenze in qualche antico documento del 1600 e riapparsa con vigore dagli anni 1970 per opera di movimenti femminili, stanchi di vedere le donne escluse dal novero delle vittime meritevoli di giustizia. In Italia abbiamo abolito nel 1981 le norme di giustificazione del delitto d’onore, ma lo abbiamo abolito dalle nostre credenze e dagli invisibili pregiudizi con cui tappezziamo le disuguaglianze di genere?

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